Statistiche
ISTAT: NUOVE PREVISIONI DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE E DELLE FAMIGLIE IN ITALIA
“Previsioni della popolazione residente e delle famiglie – Base 1/1/2024” (COMUNICATO STAMPA, 28 luglio 2025) "Italia 2050: sfide e prospettive di una società in transizione" (REPORT)
ISTAT – ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA
https://www.istat.it/
ISTAT – Link al COMUNICATO STAMPA
ISTAT ha recentemente presentato un nuovo Report, contenente le previsioni dell’evoluzione della popolazione residente e delle famiglie in Italia (con base 1° gennaio 2024)(1).
L’Istituto segnala che le più recenti previsioni demografiche, aggiornate al 2024, tracciano un processo di transizione all’interno del quale il peso dell’odierna struttura per età della popolazione è prevalente rispetto ai comportamenti demografici attesi, pur in un quadro di incertezza.
A loro volta, ulteriore aumento della sopravvivenza, bassa natalità e trasformazioni familiari confermano un cambiamento continuo nella struttura della popolazione che comporterà un auto-rafforzamento del processo di invecchiamento, nonostante il positivo apporto delle migrazioni con l’estero.
La popolazione residente, oggi pari a circa 59 milioni, è prevista in diminuzione a 54,7 milioni entro il 2050, con un calo graduale ma costante nel tempo.
Entro lo stesso anno la quota di anziani di 65 anni e più sale al 34,6% (dal 24,3%), quella di individui di 15-64 anni scende al 54,3% (dal 63,5%). Scende di un punto percentuale la quota di giovani fino a 14 anni (dal 12,2 all’11,2%).
Una famiglia su cinque sarà composta da una coppia con figli (oggi tre su 10), mentre il 41,1% delle famiglie sarà formata da persone sole (oggi 36,8%).
L’attesa futura diminuzione della popolazione residente segue l’andamento negativo registrato negli ultimi 10 anni.
Nel lungo periodo, la dinamica demografica prevista ha un impatto ancora maggiore sulla numerosità della popolazione. In base allo scenario mediano, essa scenderebbe nel 2080 a 45,8 milioni, ulteriori 8,8 milioni in meno rispetto al 2050 (-5,4‰ in media annua).
Tutto il territorio nazionale sarà interessato da un progressivo spopolamento, ma con alcune differenze a livello geografico. Tale variabilità farà sì che nel Mezzogiorno il fenomeno raggiunga una dimensione maggiormente significativa rispetto al Centro-nord. Secondo lo scenario mediano, nel breve termine si prospetta nel Nord un lieve ma significativo incremento di popolazione (+1,1‰ annuo fino al 2030). Al contrario nel Centro (-1,3‰) e soprattutto nel Mezzogiorno (-4,8‰) si preannuncia un calo di residenti.
Nel periodo intermedio (2030-2050), e ancor più nel lungo termine (2050-2080), il calo di popolazione sarà invece generalizzato in tutte le ripartizioni geografiche, ma nel Mezzogiorno l’intensità della diminuzione raggiungerà livelli più alti. Nel lungo periodo, la popolazione del Nord potrebbe ridursi di 2,8 milioni di abitanti entro il 2080 ma di appena 200mila se si guarda al 2050. Ben diverso è il percorso evolutivo della popolazione nel Mezzogiorno, la quale nel 2080 potrebbe ridursi di 7,9 milioni di abitanti, 3,4 milioni dei quali già entro il 2050.
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(1) Per il precedente, si veda: “ISTAT, nuove previsioni sulla popolazione residente e sulle famiglie al 2080: tra declino demografico e crescente frammentazione”, in Panorama Assicurativo n. 252, ottobre 2024 (Sezione “STATISTICHE”).
https://www.panoramassicurativo.ania.it/newsletter/88106/articolo/88617