UE
“EFSI REVIEW” 2025: REPORT DELLA COMMISSIONE UE SULLA STABILITA’ E L’INTEGRAZIONE FINANZIARIA
“European Financial Stability and Integration (EFSI) Review 2025” Directorate-General for Financial Stability, Financial Services and Capital Markets REPORT - 2025
EUROPEAN COMMISSION
https://ec.europa.eu/
EU COMMISSION – “EFSI Review”, link al REPORT
La Commissione europea ha recentemente pubblicato il Report “EFSI Review” (2025), che esamina i recenti sviluppi economico-finanziari e discute temi specifici in grado di rappresentare potenziali sfide all'integrazione e alla stabilità finanziaria nell’UE (sollevando quindi questioni di policy).
Il Capitolo 1 del documento illustra i recenti sviluppi economici e finanziari nell’Unione (fino all’inizio del secondo trimestre 2025). L’attività economica è gradualmente migliorata, trainata dal settore dei servizi, dal calo dell'inflazione e da un mercato del lavoro solido. Condizioni di credito meno stringenti e l'iniziativa Next Generation EU hanno sostenuto gli investimenti; tuttavia, la crescita economica è ristagnata nel quarto trimestre 2024, a causa della significativa incertezza sul piano politico internazionale, principalmente derivante dall’esito delle elezioni statunitensi. Per tutto il 2024, le tensioni sistemiche sulla stabilità finanziaria sono rimaste contenute, ma il rischio di avversità economiche e finanziarie è aumentato significativamente, sempre a causa dell'incertezza politica derivante dalla nuova amministrazione USA. Il Report sottolinea che è necessario proseguire nell’impegno di promuovere l'integrazione in Europa (vanno in questa direzione, ad esempio, le misure della Commissione europea sull'Unione del risparmio e degli investimenti-SIU(1)), al fine di ridurre le barriere e la frammentazione ancora persistenti fra i mercati finanziari UE.
Il Capitolo 2 fornisce un'analisi focalizzata sui risparmi e sugli asset finanziari delle famiglie europee: questi ultimi sono pari a più del 200% del PIL e sono principalmente gestiti da intermediari finanziari nazionali (quasi un terzo di tali attivi è costituito da contanti e depositi bancari). Il Report sottolinea che, negli ultimi 15 anni, il valore reale dei depositi è generalmente diminuito, poiché i tassi di interesse medi nell’UE sono stati inferiori all'inflazione media annua dei prezzi al consumo. Al contrario, i principali mercati azionari sono cresciuti significativamente, sebbene in modo non uniforme. I dati storici suggeriscono che le famiglie europee potrebbero dunque ottenere rendimenti lordi più elevati diversificando i propri portafogli di risparmio. Inoltre, vi sono evidenze che suggeriscono come l'iscrizione automatica ai piani di risparmio pensionistico sia in grado di mitigare il rischio di una bassa partecipazione ai piani previdenziali volontari, con conseguente aumento del risparmio complessivo delle famiglie. La maggior parte degli Stati membri ha implementato/sta sviluppando strategie nazionali di educazione finanziaria, per consentire ai cittadini di prendere decisioni finanziarie più consapevoli.
Il Capitolo 3 prende in esame utilizzi e rischi dell'intelligenza artificiale (IA) nel settore dei servizi finanziari. Le applicazioni tipiche includono l'assistenza ai clienti, le attività di profilazione, l'individuazione delle frodi, la lotta al riciclaggio di denaro (AML) e il contrasto al finanziamento del terrorismo (CFT). Inoltre, l'IA sta influenzando, in sempre maggior misura, anche le principali attività tipiche d’impresa (ad esempio: pricing e gestione del rischio). Anche le Autorità di vigilanza si stanno affidando sempre più all'IA, allo scopo di monitorare meglio il settore dei servizi finanziari.
Il Report sottolinea che molti rischi correlati all’IA vengono già affrontati dalla normativa europea sul tema, posto che gli effetti negativi potrebbero essere significativi e tali da condurre – in circostanze avverse – a impatti sistemici. L'IA solleva inoltre preoccupazioni in materia di tutela dei consumatori, visto che l’utilizzo di dati (personali) potrebbe portare a discriminare/escludere i consumatori dall’accesso a determinati servizi.
Pertanto, conclude il Report, qualsiasi potenziale, futura modifica al quadro normativo attuale in materia di IA, volta ad affrontare le problematiche legate ai rischi, deve trovare un delicato equilibrio tra un trattamento prudente del rischio e il mantenimento di una flessibilità sufficiente per evitare di creare barriere all'innovazione.
________________________________
Sul punto, si veda:
“Savings And Investments Union (SIU): pubblicata la Strategia della Commissione UE”,
in: Panorama Assicurativo n. 258, aprile 2025 (sezione “UNIONE EUROPEA”).
https://www.panoramassicurativo.ania.it/newsletter/89471/articolo/89952