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TRASFORMAZIONE ECONOMICA E STRUTTURA SETTORIALE. ANALISI DI ALCUNE ECONOMIE SELEZIONATE (REPORT MAPFRE)
“Estructura sectorial: un análisis en economías seleccionadas” "Sectoral Structure: An Analysis of Selected Economies" REPORT (Marzo / March 2026)
FUNDACIÓN MAPFRE
https://www.fundacionmapfre.org/
FUNDACIÓN MAPFRE - Link al REPORT (SPAGNOLO)
FUNDACIÓN MAPFRE - Link al REPORT (INGLESE)
Fundación MAPFRE ha recentemente pubblicato un Report dedicato all’analisi della trasformazione della struttura settoriale di un gruppo selezionato di economie, esaminando l'evoluzione del contributo dei settori produttivi al valore aggiunto lordo.
Attraverso un'analisi comparativa, il Report documenta diversi modelli di sviluppo (che spaziano dai sistemi finanziari liberali ai paradigmi dell'industrializzazione mirata e alle economie ibride) e mira ad approfondire la comprensione di come i diversi Paesi stiano riconfigurando la propria base produttiva a fronte delle sfide poste dall'automazione, dalla globalizzazione e dalla transizione verso un' “economia dell’immateriale”, fornendo una visione completa degli elementi concettuali che definiscono il dinamismo settoriale contemporaneo.
L'evoluzione settoriale delle sette economie analizzate (Stati Uniti, Cina, Giappone, Germania, Regno Unito, Messico e Corea del Sud) evidenzia un modello comune: un graduale passaggio da strutture da “industria pesante” a economie basate in maggior misura su “servizi e know-how”. Stati Uniti e Regno Unito rappresentano casi di deindustrializzazione precoce, accelerata e persistente, mentre Cina, Corea del Sud e Germania mostrano traiettorie in cui il settore manifatturiero mantiene un peso significativo.
Negli Stati Uniti, settori come tecnologia, informazione e comunicazione, finanza, servizi alle imprese e immobiliare sono diventati i motori della crescita del valore aggiunto. La Cina, d'altro canto, presenta il contrasto più evidente: il settore manifatturiero ha mantenuto una quota di quasi il 30% del PIL sin dagli anni '80, ma il Paese ha fatto registrare, nel contempo, un notevole boom nei servizi (commercio, trasporti, immobiliare, finanza), un trend associato all'urbanizzazione, alla digitalizzazione e all'espansione dei consumi interni.
Giappone e Germania mostrano un andamento intermedio: entrambe le economie stanno perdendo peso nel settore manifatturiero rispetto al loro picco storico, ma mantengono una solida base industriale (20-23% del PIL), sostenuta da beni strumentali, macchinari, automotive, prodotti chimici ed elettronica.
Il Report evidenzia, inoltre, che l'invecchiamento demografico sta trainando la crescita nel settore sanitario e dei servizi sociali, mentre la digitalizzazione sta aumentando la rilevanza dell'informazione e delle comunicazioni. La stabilità del settore industriale tedesco contrasta con la maggiore rigidità del Giappone, sebbene entrambi i Paesi mantengano una struttura equilibrata tra manifatturiero e servizi avanzati. Il Regno Unito offre l'esempio più eclatante di uno spostamento verso i servizi: l'industria è scesa dal 32% del PIL nel 1970 e a meno del 10% oggi, mentre le attività finanziarie, assicurative, dei servizi professionali e immobiliari catturano una quota significativa del valore aggiunto; ciò riflette un modello economico incentrato sull'intermediazione finanziaria, sostenuto dalla liberalizzazione degli anni '80 e dal ruolo globale della City di Londra.
Messico e Corea del Sud presentano due distinti tipi di industrializzazione tardiva. Il Messico mantiene un'ampia base manifatturiera (circa il 20% del PIL), fortemente integrata con gli Stati Uniti attraverso le catene del valore dell'automotive, dell'elettronica e delle apparecchiature elettriche, mentre la sua struttura dei servizi permane frammentata. La Corea del Sud combina produzione avanzata, tecnologia, elettronica e automotive con servizi ad alta intensità di know-how (in espansione), creando una struttura duale ma coerente, guidata da grandi conglomerati e politiche tecnologiche sostenibili.
Da ultimo, viene sottolineato come quanto esemplificato nel Report dimostri come l'evoluzione settoriale non sia guidata esclusivamente da forze di mercato automatiche, ma sia essenzialmente connessa a decisioni politiche, quadri istituzionali, capacità tecnologica nazionale e strategie di integrazione internazionale. Comprendere tale interazione risulta fondamentale per prevedere come le economie continueranno a rimodellarsi in un mondo più digitale, più strategico a livello industriale e più frammentato sul piano geopolitico.