Normativa
BANKITALIA: RAPPORTO SULLA STABILITA’ FINANZIARIA N. 2/2025. IL SETTORE ASSICURATIVO CONFERMA LA SUA SOLIDITA’
“Rapporto sulla stabilità finanziaria n. 2 – 2025” WEBPAGE DI PRESENTAZIONE (e documenti correlati) + REPORT (novembre 2025)
BANCA D’ITALIA
https://www.bancaditalia.it
BANCA D’ITALIA – Link alla WEBPAGE DI PRESENTAZIONE del Report (e documenti correlati)
BANCA D’ITALIA – Link al REPORT
Banca d’Italia ha recentemente pubblicato il nuovo Rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria (n. 2/2025)(1).
Dalla scorsa primavera, i prezzi delle attività più rischiose sono notevolmente saliti e la volatilità è tornata su livelli molto bassi nei mercati finanziari internazionali, nonostante la perdurante incertezza e le tensioni geopolitiche. Il rischio di correzioni improvvise è aumentato, soprattutto qualora le valutazioni si discostassero dai fondamentali economici.
In Italia i rischi per la stabilità finanziaria riconducibili a fattori interni permangono contenuti, mentre sono non trascurabili quelli connessi con l'instabilità internazionale.
Il quadro macrofinanziario non è complessivamente mutato rispetto allo scorso aprile. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si è ulteriormente ridotto, portandosi su valori in linea con quelli osservati prima della crisi dei debiti sovrani del decennio scorso.
La stabilità del quadro macrofinanziario beneficia della moderata ripresa del credito, della tenuta dei redditi da lavoro, della bassa disoccupazione, della prudente impostazione della politica di bilancio, del contenuto debito privato e della posizione creditoria netta sull'estero. Le prospettive di crescita restano tuttavia contenute.
I prezzi delle abitazioni sono saliti nel secondo trimestre, mentre quelli degli immobili commerciali sono rimasti sostanzialmente invariati. Nell'insieme non emergono segnali di sopravvalutazione.
I rischi connessi con la situazione finanziaria delle famiglie si sono mantenuti bassi, grazie alla crescita del reddito e della ricchezza finanziaria nel primo semestre e in presenza di un'ulteriore riduzione dell'indebitamento in rapporto al reddito disponibile. L'elevata incertezza si riflette in una propensione al risparmio ancora superiore ai livelli pre-pandemici.
Le condizioni delle imprese si confermano mediamente buone, sostenute dalla redditività e da un indebitamento contenuto. Le conseguenze delle tensioni commerciali sono finora state limitate, ma il comparto rimane vulnerabile all'incertezza sulle prospettive economiche e alle possibili ripercussioni dei maggiori dazi e dei conflitti geopolitici.
Il sistema bancario resta complessivamente solido. Nel primo semestre, la redditività e la patrimonializzazione si sono mantenute elevate; le condizioni di liquidità sono ancora equilibrate e la qualità del credito non è peggiorata. In prospettiva, la sostenibilità degli attuali livelli di redditività potrebbe risentire della flessione del margine di interesse; in un contesto incerto e con prospettive di crescita contenute sussistono inoltre rischi per la qualità degli attivi. L'esposizione alle minacce cibernetiche e operative continua a richiedere molta attenzione.
Nel comparto assicurativo, la posizione di liquidità beneficia del buon andamento della raccolta premi. La redditività è aumentata e la patrimonializzazione si conferma alta.
Nel secondo e nel terzo trimestre, il patrimonio dei fondi comuni italiani è cresciuto e la raccolta netta è risultata positiva. Le vulnerabilità del settore del risparmio gestito restano limitate.
Nel Rapporto sono inclusi cinque riquadri tematici. In uno di essi si valuta che l'effetto dell’esposizione ai rischi idrogeologici sul merito di credito delle imprese è moderato, e che esso possa essere ridotto attraverso un aumento delle coperture assicurative. L’esistenza di una copertura assicurativa sottoscritta dalle imprese, infatti, attenua i rischi di credito, ma in Italia la sua diffusione è contenuta e non sembra correlata all’effettiva esposizione ai rischi fisici. L’obbligo assicurativo contro danni da eventi calamitosi, introdotto per le imprese italiane dalla legge di bilancio per il 2024, mira a rafforzare la salvaguardia del tessuto produttivo. Anche quando tali coperture sono presenti, peraltro, le banche le considerano solo marginalmente nella valutazione del merito di credito delle imprese affidate, a causa della difficoltà di integrare le relative informazioni nei loro modelli interni (dovuta, almeno in parte, alla mancanza di uniformità delle polizze proposte) e della scarsità dei dati disponibili. Queste carenze evidenziano l’esigenza, da parte degli intermediari, di avviare una raccolta sistematica di tali informazioni.
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(1) Per il precedente, si veda: “Report Bankitalia sulla stabilità finanziaria. Per le assicurazioni, redditività stabile, liquidità in miglioramento”, in Panorama Assicurativo n. 260, giugno 2025 (Sezione “NORMATIVA”).
https://www.panoramassicurativo.ania.it/newsletter/89811/articolo/90185