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DA SILVER A LONGEVITY ECONOMY: GLI IMPATTI ECONOMICI DELL’INVECCHIAMENTO SECONDO ITINERARI PREVIDENZIALI
“Da Silver a Longevity Economy, la grande economia dei prossimi decenni” ARTICOLO (28 aprile 2026)
ITINERARI PREVIDENZIALI
https://www.itinerariprevidenziali.it/
ITINERARI PREVIDENZIALI – Link all'ARTICOLO
Il tema della Silver Economy e dei servizi dedicati alla terza età è al centro del dibattito pubblico, anche per gli impatti sullo Stato sociale e per la necessità di un suo ripensamento complessivo di fronte all'avanzare dell'invecchiamento demografico.
Al tema è dedicato un volume di Alberto Brambilla, “Longevity Economy. Da Silver a Longevity. La grande economia dei prossimi decenni”, recentemente presentato. Avvalendosi anche degli esiti di una specifica survey, la pubblicazione offre un’analisi di dinamiche e conseguenze della transizione demografica in ottica sociale, economica e di sostenibilità, fotografando una platea (di consumatori e non solo) quantitativamente e qualitativamente sempre più significativa, cui l’Italia è chiamata a confrontarsi con una consapevolezza che, tuttavia, non è ancora sfociata in azioni significative.
Per dare una dimensione numerica e circoscritta all’Italia, a fronte di una platea totale costituita da 28,269 milioni di over 50, al 2024 gli ultra65enni erano circa 14,3 milioni (di cui oltre la metà donne) e rappresentavano il 24,3% della popolazione: una percentuale destinata a salire, secondo le proiezioni Istat, al 30% nel 2035 e fino al 34,5% nel 2050, quando più di 1 italiano su 3 avrà un’età superiore ai 65 anni.
Cambia dunque la struttura per età della popolazione e si modifica la composizione delle famiglie che, anche per effetto del calo della natalità, si fanno sempre più spesso mononucleari: gli over 65 italiani che nel 2024 vivevano completamente soli erano 4,6 milioni ma saranno ben 6,5 milioni nel 2050, con una netta preponderanza delle donne le quali, grazie a una maggiore aspettativa di vita, passeranno da 3,2 a 4,5 milioni.
D’altro canto, i Silver sono tra i maggiori detentori di ricchezza – intesa come patrimonio sia mobiliare che immobiliare – del Paese, disponendo oltretutto di flussi di reddito stabili, come quelli da pensione, anche in fasi di difficoltà globale (come quelle potenzialmente derivanti dalle crescenti tensioni geopolitiche), in quanto non dipendenti dai cicli economici, tanto che spiccano anche tra le fasce di popolazione meno indebitate in assoluto, oltre che per una capacità di spesa superiore a quella delle altre classi anagrafiche.
Il PIL generato dalla Longevity Economy, intesa come il complesso delle attività economiche rivolte agli over 50 e finalizzate alla pianificazione di un invecchiamento attivo e in buona salute, è stimabile intorno ai 714,8 miliardi di euro. È perciò necessario, secondo l’Autore, un cambio di paradigma nei confronti dell’invecchiamento, considerandolo non più come voce di costo per l’economia nazionale ma come potenziale opportunità di investimento e sviluppo.
Domotica, nutraceutica, mobilità sostenibile, alimentazione sempre più specifica e servizi alla persona sono i settori che, in prospettiva, avranno una maggiore espansione nel prossimo futuro, a una fondamentale condizione: quella di saper intercettare peculiarità ed esigenze specifiche di questo segmento di consumatori, trasformandole in un’offerta su misura e finalizzata a favorirne l’invecchiamento attivo e massima partecipazione sociale.