UE
“GLOBAL CLIMATE HIGHLIGHTS REPORT 2025”: LA SITUAZIONE DEL RISCHIO CLIMA IN EUROPA (COMMISSIONE UE E COPERNICUS)
“Global Climate Highlights Report 2025. The 2025 Annual Climate Summary” (WEBPAGE DEDICATA al tema e REPORT - Published January 14th, 2026)
EUROPEAN COMMISSION
https://ec.europa.eu/
COPERNICUS - Europe’s eyes on Earth
https://climate.copernicus.eu/
COPERNICUS – WEBPAGE DEDICATA al tema
Il 14 gennaio, il Copernicus Climate Change Service ha pubblicato il Rapporto “Global Climate Highlights 2025”. Il Report fornisce dati e approfondimenti sulle condizioni climatiche globali nel periodo considerato, indicando - tra l’altro - temperature superficiali e oceaniche, stress termico, estensione del ghiaccio marino nell'Artico e nell'Antartico. Il Report si basa, principalmente, sui dati della “ERA5 Global Atmospheric Reanalysis”, prodotta dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (European Centre for Medium-range Weather Forecasts – ECMWF) e valuta anche le temperature medie globali rispetto al limite di 1,5 °C stabilito dall'Accordo di Parigi.
Il 2025 si classifica come il terzo anno più caldo mai registrato, nonostante le temperature senza precedenti già osservate nel 2023 e nel 2024 (quest’ultimo, in particolare, risulta essere l’anno più caldo mai registrato e il primo caratterizzato da una temperatura media nettamente superiore al limite di +1,5°C rispetto al livello preindustriale). Il 2025 ha fatto registrare temperature eccezionali dell'aria e della superficie del mare, oltre a numerosi eventi “estremi”, tra cui alluvioni, ondate di calore e incendi boschivi. I dati preliminari indicano che le concentrazioni di gas serra hanno continuato ad aumentare nel 2025.
Nel periodo considerato, le temperature dell'aria sono risultate superiori alla media del periodo 1991-2020 nel 91% del globo. Le aree terrestri risultate molto più calde della media includono le regioni tropicali delle Americhe, il Canada nord-orientale, gran parte dell'Africa, dell'Europa e dell'Asia extratropicale, nonché buona parte della Groenlandia e dell'Antartide. La temperatura atmosferica media annua su tutte terre emerse è stata la seconda più calda mai registrata, con +0,86°C rispetto alla media (ma -0,20°C rispetto al record stabilito nel 2024).
Con riferimento all’Europa, il 2025 rappresenta il terzo anno più caldo mai registrato, con una temperatura media di 10,41°C (+1,17°C in più rispetto alla media del periodo di riferimento 1991-2020). Per l'intero 2025, le temperature sono state superiori alla media in tutta Europa; l'Atlantico nord-orientale, la regione del Mare del Nord, il Mediterraneo sud-occidentale e la Russia più occidentale hanno registrato temperature record.
La temperatura superficiale del mare (Sea Surface Temperature - SST) media annua è risultata pari a 20,73°C (+0,38°C rispetto alla media del periodo 1991-2020). Si tratta del terzo rilevamento più elevato mai registrato, -0,13°C rispetto al record stabilito nel 2024 e -0,07°C rispetto al 2023).
Nel confronto con il 2024, solo due anni sono risultati più caldi: si tratta del 1877 e del 1878, durante la "Grande Siccità" del 1875-1878. La causa dell’ondata di calore del 2023-2025 viene indicata (I) nell'accelerazione del riscaldamento climatico indotto dall'uomo (più rapido accumulo di gas serra nell'atmosfera, dovuto alle continue emissioni e al ridotto riassorbimento di anidride carbonica) e (II) nelle temperature della superficie del mare, eccezionalmente elevate in tutto l'oceano (fenomeno associato a El Niño e ad altri tipi di variabilità oceanica, amplificati dal climate change).
Gli eventi estremi del 2025 hanno avuto un impatto significativo sulla salute umana, sugli ecosistemi e sulle infrastrutture. Si sono verificate inondazioni, caldo estremo, siccità e incendi boschivi. Le inondazioni improvvise (“flash floods”) sono state causate da precipitazioni intense (Stati Uniti, Cina, Corea del Sud, Pakistan) o dallo scioglimento dei ghiacciai (Nepal, Afghanistan e Pakistan).
Ondate di calore e condizioni di siccità, spesso accompagnate da forti venti, hanno favorito la diffusione e l'intensificazione degli incendi boschivi in diverse regioni del mondo. L'Europa (Penisola Iberica, Scozia, Mediterraneo orientale, Balcani) e il Nord America sono state tra le regioni più colpite.
I trend degli ultimi decenni indicano che (I) le temperature sulla terraferma sono aumentate a una velocità circa doppia rispetto a quelle sull'oceano; (II) l'Europa e l’Artico sono le regioni che si riscaldano più rapidamente; (III) dagli anni '80, le temperature globali della superficie del mare hanno fatto registrare un aumento di circa +0,6 °C (il Mediterraneo circa +1,3 °C); (IV) dal 2020, le concentrazioni atmosferiche dei due più importanti gas serra di origine antropica, l'anidride carbonica (CO₂) e il metano (CH4), sono in aumento su base annua.
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(1) Si veda anche:
“Stato del clima europeo 2023. Report del programma COPERNICUS”,
In Panorama Assicurativo n. 249, luglio 2024 (Sezione “UNIONE EUROPEA”)
https://www.panoramassicurativo.ania.it/newsletter/87613/articolo/87979