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MISURARE IL RISCHIO SISTEMICO: UN APPROCCIO BASATO SUI DATI DI BILANCIO PER ASSICURAZIONI E BANCHE
“Measuring Systemic Risk: A Financial Statement-Based Approach for Insurance Firms and Banks” (Columbia Business School Research Paper No. 17-77) Posted: 21 Oct 2024
Venkat PEDDIREDDY, Shivaram RAJGOPAL
La sottocapitalizzazione delle grandi istituzioni finanziarie durante la crisi del 2007-2009 ha imposto significative esternalità negative all’intero sistema finanziario.
Ciò è stato principalmente attribuito alla loro interconnessione con altre entità. In risposta, i policy maker hanno riconosciuto l’importanza di monitorare le imprese finanziarie grandi, complesse e interconnesse, designandole come istituzioni finanziarie di importanza sistemica (SIFI). Tuttavia, eventi recenti, come il crollo della Silicon Valley Bank (SVB) e della Signature Bank, hanno rivelato che le vulnerabilità delle banche di medie dimensioni possono far precipitare eventi sistemici.
I fallimenti di queste banche di medie dimensioni hanno rappresentato una minaccia significativa per la stabilità dell’intero sistema finanziario, non principalmente a causa della loro interconnessione, ma perché hanno sollevato preoccupazioni che altre banche potessero subire perdite simili, aumentando così il rischio di una diffusa corsa agli sportelli.
Pertanto, si è diffusa la convinzione che sia necessario espandere il controllo normativo oltre le istituzioni “too big to fail”. Tuttavia, imporre stress test a tutte le società finanziarie comporta costi sostanziali. Tale consapevolezza ha spinto a proporre un’ampia gamma di misure per selezionare le potenziali imprese a rischio sistemico, indipendentemente dalle loro dimensioni.
Gli Autori, in tal senso, introducono il concetto di CRISK, una misura basata sui dati di bilancio, per valutare il contributo di un'impresa finanziaria al rischio sistemico. Il CRISK misura il deficit di capitale di un'impresa subordinato a gravi difficoltà nell'intero sistema finanziario.
La misura proposta integra quella basata sul mercato, cosiddetta SRISK, introdotta da Acharya et al. (2012) e Brownlees ed Engle (2017), nell’identificare le società finanziarie a rischio sistemico. Mentre SRISK fornisce una valutazione più tempestiva, utilizzando dati del mercato azionario in tempo reale, CRISK offre un approccio più sfumato, utilizzando informazioni contabili, ed è adattato alle caratteristiche distintive delle compagnie assicurative e delle banche commerciali.
L’analisi empirica mostra che:
- rispetto a CRISK, la misura SRISK tende a sovrastimare i deficit di capitale per le compagnie assicurative e per le banche che detengono una parte sostanziale dei depositi assicurati dalla FDIC, mentre sottostima i deficit di capitale per le banche fortemente dipendenti da depositi non assicurati;
- le stime CRISK del deficit di capitale sono strettamente allineate con le effettive iniezioni di capitale ricevute dalle società finanziarie durante la crisi finanziaria del 2007-2009;
- il CRISK mostra una correlazione positiva significativa con le posizioni ribassiste degli investitori.
Sulla base dei risultati, gli Autori consigliano di utilizzare SRISK come strumento di screening iniziale per identificare potenziali società finanziarie a rischio sistemico, per poi affinare l’elenco e convalidare il deficit di capitale atteso utilizzando l’indicatore CRISK.