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“ROBOTAXI”, NAVETTE AUTOMATIZZATE: “MIRAGGI” TECNOLOGICI O SOLUZIONI PER LA MOBILITÀ? INDAGINE MACIF/VEDECOM
«Baromètre 2026 Macif & VEDECOM - Robots-taxis, navettes automatisées: mirages technologiques ou vraies pistes de solutions pour réduire les fractures dans l’accès à la mobilité? Les Français sont-ils prêts à monter à bord?» (COMMUNIQUE DE PRESSE – le 27 mars, 2026)
MACIF
https://presse.macif.fr/
INSTITUT VEDECOM
https://www.vedecom.fr/accueil-2/ite/#quisommesnous
MACIF – Link al COMMUNIQUE DE PRESSE
MACIF ha recentemente pubblicato uno studio (“Baromètre”, realizzato in collaborazione con Istitut Vedecom) dedicato alla “mobilità automatizzata/autonoma e condivisa” (robotaxi, navette automatizzate) in Francia. Lo studio ha analizzato la fattibilità di tali soluzioni (soprattutto in un’ottica di fornire soluzioni concrete al problema delle diseguaglianze nell’accesso alla mobilità) e il grado di apertura dei francesi nei confronti della diffusione di tali innovazioni.
Taxi-robot e navette automatizzate: il trasporto “collettivo” è più “rassicurante”
Lo studio sottolinea che robotaxi e navette automatizzate condividono alcune caratteristiche comuni: alimentazione elettrica, guida autonoma (senza conducente a bordo) e controllo da remoto. Tuttavia, il robotaxi opera secondo un modello di trasporto “personalizzato e su richiesta”, mentre la navetta automatizzata realizza un servizio di “trasporto collettivo. In termini di accettazione da parte del pubblico, risulta che il 27,7% degli intervistati si è dichiarato restio all'utilizzo di una navetta automatizzata, contro il 41,7% per i robotaxi. Il 31,3%, per contro, preferirebbe una navetta automatizzata, mentre solo il 9,1% si è espresso a favore dei robotaxi. Emerge, quindi, che se la tecnologia si inserisce in un modello di servizio collettivo e facilmente identificabile, tende a ispirare maggiore fiducia.
Differenze territoriali: una possibile soluzione all’auto ove "non c’è altra scelta"
Secondo il Baromètre, il 73,9% dei residenti nelle aree rurali dichiara di non avere una reale possibilità di scelta in merito a come spostarsi: semplicemente non esiste un'alternativa all'auto privata. In tale contesto, i francesi riconoscono l'utilità delle nuove modalità di trasporto nelle aree rurali: l'82,5% per i robotaxi e l'89,1% per le navette automatizzate.
Divario generazionale: mobilità automatizzata e autonomia dei “senior”
Dal Baromètre emerge che la mobilità automatizzata (in particolare quella condivisa) potrebbe costituire una soluzione praticabile ai problemi di chi ha ostacoli alla mobilità personale: il 61,8% degli intervistati la ritiene “vantaggiosa per tutti", mentre il 33,5% considera le navette automatizzate particolarmente adatte agli anziani e alle persone con mobilità ridotta (rispetto al 16,6% per i robotaxi). Anche in questo caso, la natura “collettiva e rassicurante” della navetta sembra rispondere meglio alle esigenze di trasporto delle fasce di popolazione più vulnerabili.
Divario economico: mobilità automatizzata, costo della mobilità e potere d’acquisto
Secondo il Baromètre, la “mobilità condivisa automatizzata”, attraverso navette, potrebbe rientrare in una strategia di ottimizzazione dei costi, mentre il robotaxi - percepito come mezzo individuale - non beneficia di questa immagine di maggior “accessibilità economica”.
Ostacoli all'adozione della mobilità automatizzata: “attaccamento” all'auto e necessità di presenza umana
Il Baromètre dimostra che l’attaccamento all'auto privata rimane forte: dal 2022, in media, il 40,4% la indica ancora come principale mezzo di trasporto che utilizzerebbe regolarmente per gli spostamenti quotidiani (ben al di sopra del trasporto pubblico, che si posiziona al secondo posto con il 22,5%).
Tuttavia, viene anche sottolineato che l'accettazione delle modalità di trasporto innovative è in buona misura subordinata al supporto e all'informazione. Ad esempio, il 38% degli intervistati ritiene che a bordo debba essere presente un operatore - almeno durante i primi viaggi con le navette automatizzate. Anche l'esperienza gioca un ruolo chiave: i francesi più propensi a utilizzare un veicolo automatizzato sono proprio coloro che ne hanno già provato uno. Quindi, sia l'informazione sia i “progetti pilota locali” – come quello della stazione ferroviaria TGV di Valence (Rovaltain) – risultano essere di rilevanza cruciale per costruire la fiducia nel pubblico.