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COLMARE IL “PROTECTION GAP” ASSICURATIVO: LA PROSPETTIVA DELLA BANCA CENTRALE BELGA
“ Closing the insurance protection gap” Opening SPEECH by Mr Steven Vanackere, Vice-Governor of the National Bank of Belgium, at the Colloquium on "Closing the Insurance Protection Gap" (organised by the Belgian Financial Forum - Brussels, 26 February 2024)
BIS – BANK FOR INTERNATIONAL SETTLEMENTS
https://www.bis.org/
BIS – WEBPAGE DI PRESENTAZIONE dello Speech
BIS – Link al TESTO dell’intervento
La Banca per i Regolamenti Internazionali (BIS) ha pubblicato un recente intervento del Vice-Governatore della Banca Centrale belga (Steven Vanackere, BNB - Banque Nationale de Belgique) sul tema del protection gap assicurativo.
In apertura, viene sottolineato che eventuali lacune nella protezione assicurativa tendono a diventare il fulcro di numerose sfide sociali (si pensi ai gap nell’ambito dei rischi di calamità naturale, del cyber risk, del rischio sanitario e previdenziale); al fine di poter colmare tali gap, diventa fondamentale avere una buona comprensione di come essi si presentano e di come affrontarli.
È necessario coinvolgere tutte le parti interessate: (I) imprese assicuratrici e di riassicurazione; (II) consumatori/assicurati; (III) Autorità governative (che possono contribuire a creare il corretto quadro istituzionale); (IV) Autorità di vigilanza (che, in ottemperanza al loro mandato di preservare la stabilità finanziaria e/o di migliorare la tutela degli assicurati, possono attivamente contribuire a ridurre il protection gap).
Vanackere pone particolare focus sul gap nell’ambito del cyber risk e dei rischi di calamità naturali - due minacce allo sviluppo dell’economia globale che stanno diventando sempre più gravi.
Secondo stime IAIS, il mercato globale della cyber insurance ammontava a 13,7 miliardi di dollari di premi lordi nel 2022. Negli anni, si è osservato un considerevole aumento del volume premi, sintomo dell'elevata domanda per questo tipo di coperture; tuttavia, l’offerta di cyber insurance non sembra essere sufficiente a tenere il passo con la domanda.
Stanno peraltro emergendo diverse iniziative che cercano di colmare il cyber protection gap: (I) le imprese assicuratrici stanno iniziando ad adeguare le polizze cyber per escludere i maggiori rischi derivanti dai cloud e per coprirli in una “policy” separata. In tal modo, la Standard Cyber Insurance potrebbe presentare un rischio più gestibile, consentendo al mercato di crescere; (II) gli assicurati stanno creando tra loro “pool di solidarietà”, al fine di sostenere la capacità di sottoscrizione per rischi cyber di maggiore entità.
Non è chiaro, tuttavia – puntualizza Vanackere – se tali iniziative del settore privato siano sufficienti. In definitiva, potrebbe essere necessario un partenariato pubblico-privato per aiutare gli assicuratori a svolgere il loro ruolo vitale nel fornire tutela alle imprese, in un contesto economico caratterizzato da rischi sempre maggiori derivanti dalla digitalizzazione.
Quanto al protection gap legato alle catastrofi naturali, è noto che lo strumento assicurativo svolge un ruolo cruciale per mitigare gli impatti macroeconomici negativi delle catastrofi, accelerare la ripresa economica (fornendo tempestivamente fondi per la ricostruzione) e migliorare la resilienza. Pertanto, la collaborazione tra Governi, Autorità di regolamentazione e industria assicurativa - spesso attraverso partenariati pubblico-privati - può aiutare a colmare il divario nella protezione contro i rischi Cat-Nat. I Governi possono essere d’aiuto nella creazione di un quadro giuridico idoneo e devono svolgere un ruolo importante per garantire una “sana” politica di concessione dei permessi di costruzione. Gli assicuratori sono chiamati a realizzare un sistema di pricing solido, che rifletta correttamente i rischi e incentivi misure tese a ridurli. Infine, le Autorità di vigilanza possono svolgere un ruolo di sostegno, implementando requisiti di climate risk management, enfatizzando un pricing “basato sul rischio” e la sottoscrizione di prodotti assicurativi idonei.