BOLLETTINO ECONOMICO BCE: I PRINCIPALI RISULTATI DELLE ULTIME PROIEZIONI DEMOGRAFICHE PER L’AREA DELL’EURO
“Bollettino economico BCE, n. 6 – 2026” "Principali risultati delle ultime proiezioni demografiche per l’area dell’euro" a cura di Stephan Haroutunian, Leo Orlygsson e Joachim Schroth (pag. 58)
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Il Bollettino economico BCE (n. 6-2016) contiene un approfondimento dedicato alle proiezioni demografiche aggiornate per i Paesi dell’area euro.
Le più recenti tendenze demografiche suggeriscono che la popolazione dell’area euro aumenterà temporaneamente per poi tornare a collocarsi, nel 2050, a 358 milioni (come nel 2025), anche se con una diversa struttura per età.
Secondo le proiezioni EUROPOP 2025, pubblicate il 16 aprile 2026, la popolazione dell’area euro dovrebbe raggiungere un massimo di 361,4 milioni nel 2037, per poi ridimensionarsi. La struttura della popolazione subirà variazioni significative: aumenterà la quota di persone di età pari o superiore a 65 anni, mentre si ridurrà il numero di bambini (0-14 anni) e di persone in età lavorativa (15-64 anni). Il forte aumento della popolazione in età più avanzata fino alla metà del prossimo decennio riflette il fatto che un forte contingente della generazione del “baby boom” raggiungerà l’età pensionabile. Ci sarà poi un calo nella fascia di età 15-64 anni dovuto al passaggio in età lavorativa dei nati durante il recente periodo di bassi tassi di natalità.
È probabile che le più recenti prospettive demografiche attenuino inizialmente le pressioni che l’invecchiamento della popolazione esercita sulle finanze pubbliche, per poi intensificarle in seguito. Secondo le proiezioni contenute nel rapporto della Commissione europea del 2024 sull’invecchiamento della popolazione (2024 Aging Report), nell’area dell’euro la spesa pubblica connessa all’invecchiamento (per pensioni, assistenza sanitaria, cure a lungo termine e istruzione) dovrebbe aumentare di 1,3 punti percentuali nello scenario di base, raggiungendo il 26,4% del PIL nel 2050. Tale incremento è dovuto principalmente all’aumento dei costi per pensioni e cure a lungo termine e, in misura minore, di quelli per l’assistenza sanitaria. Le spese relative all’istruzione dovrebbero diminuire in conseguenza della bassa fecondità.
Secondo EUROPOP 2025, le prospettive demografiche più favorevoli fino al 2050 circa, determinate da un aumento dell’immigrazione netta, dovrebbero condurre a un tasso di dipendenza degli anziani inferiore rispetto a quanto stimato nell’esercizio del 2023. Ciò allenterà lievemente le pressioni sul finanziamento della spesa connessa all’invecchiamento della popolazione, fino a quando la popolazione migrante non raggiungerà l’età pensionabile.
Nel complesso, il calo e l’invecchiamento della popolazione continuano a porre sfide significative per l’economia dell’area euro. Le riforme pensionistiche e del mercato del lavoro dovrebbero essere orientate ad aumentare la partecipazione alle forze di lavoro. È probabile che l’incremento della spesa connessa all’invecchiamento demografico e la riduzione della base imponibile della popolazione in età lavorativa esercitino una pressione crescente sulle finanze pubbliche. In particolare, i Paesi i cui conti pubblici sono già vulnerabili dovrebbero astenersi dal revocare precedenti riforme previdenziali che abbiano contribuito a migliorare la sostenibilità dei rispettivi sistemi pensionistici. La ricostituzione delle riserve di bilancio esaurite durante la pandemia e le crisi energetiche e un approccio di conti pubblici più favorevole alla crescita consentirebbero una più agevole gestione dei costi connessi all’invecchiamento della popolazione.