NUOVO REPORT DEL CENSIS SULL’INVECCHIAMENTO DELLA SOCIETÀ ITALIANA: COSA FARE, IN PROSPETTIVA?
“Invecchiare nell’Italia della longevità. - Come costruire un Paese a misura di anziani” WEBPAGE DI PRESENTAZIONE e REPORT (2 luglio 2026)
CENSIS
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CENSIS – Link alla WEBPAGE DI PRESENTAZIONE del Report
Il 36,6% degli italiani con 65 anni e oltre dichiara di avere bisogno di qualche aiuto nel quotidiano: in vent’anni la percentuale è raddoppiata. In caso di necessità interviene spesso la famiglia: il 52,7% conta sui figli, il 49,6% su coniugi e conviventi, il 16,0% su altri parenti. Solo l’1,9% su infermieri o assistenti domiciliari delle strutture pubbliche.
Queste sono alcune delle principali conclusioni del Report del Censis “Invecchiare nell’Italia della longevità”, basato su un sondaggio condotto nel 2026 e presentato recentemente a Roma.
Secondo gli Autori, i fabbisogni legati alla vecchiaia rappresentano una sfida decisiva per l’Italia, visto che già oggi le persone con almeno 65 anni costituiscono il 25,1% della popolazione totale, un dato che rende l’Italia il Paese più longevo dell’Unione europea. Un’onda potente, che diventa un problema molto serio perché si affianca al crollo della natalità e al ridursi del numero dei giovani.
Nel periodo 1951-2025, i minori fino a 17 anni sono diminuiti del 38,8% e quelli tra i 18 e i 34 anni del 18,9%. Le persone di età tra 35 e 64 anni, invece, sono aumentate del 53,7% e quelle con almeno 65 anni del 248,6%.
Le proiezioni demografiche al 2050 indicano che gli anziani saranno oltre 18,8 milioni, il 34,6% del totale: più di un italiano su tre.
È elevato il rischio solitudine: al 62,3% degli anziani capita di sentirsi solo. In concreto, vive da solo il 29,5% degli anziani, quota che sale al 37,0% tra chi ha 75 anni e oltre e al 49,9% tra chi ha almeno 85 anni. In tale contesto demografico, la famiglia rimane il fulcro dell’assistenza.
Considerato lo scenario complessivo, sia dei dati demografici sia delle percezioni della popolazione anziana, è necessario avere presente che, nel futuro prossimo, il modello sociale di gestione della longevità della popolazione italiana non sarà più in grado di fronteggiare le sfide dell’evoluzione demografica.