BANCA D’ITALIA: LA RICCHEZZA FINANZIARIA E REALE DELLE FAMIGLIE ITALIANE NEL 2025
“Relazione annuale” Anno 2025 – Centotrentaduesimo esercizio (Roma, 29 maggio 2026) - REPORT
BANCA D’ITALIA
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La Relazione annuale della Banca d’Italia per l’anno 2025, presentata il 29 maggio scorso, si sofferma, come di consueto, sulla descrizione dell’evoluzione del risparmio e della ricchezza finanziaria e reale delle famiglie italiane(1).
Alla fine del 2025 la ricchezza netta delle famiglie, definita come il valore delle attività finanziarie e reali al netto delle passività, si è collocata a 12.326 miliardi, pari a 8,5 volte il reddito disponibile (8,3 nel 2024). La ricchezza finanziaria lorda è cresciuta del 7,4% (a quasi 6.500 miliardi), sostenuta soprattutto dalla forte rivalutazione delle azioni e delle partecipazioni in imprese residenti in Italia. Il rapporto tra attività finanziarie e reddito disponibile si è portato a 4,5, un valore elevato sia nel confronto internazionale sia in prospettiva storica. Il rilevante patrimonio detenuto dalle famiglie con componenti più anziani - sottolinea la Banca centrale - sarà oggetto nei prossimi anni di un significativo trasferimento intergenerazionale, con effetti sui comportamenti economici e sulla distribuzione della ricchezza.
Gli strumenti di mercato continuano a rappresentare una componente minoritaria del portafoglio delle famiglie italiane (40,4%), come nell’area dell’euro ma diversamente da quanto si registra negli Stati Uniti.
Negli ultimi quindici anni, in Italia, si è ridotta la quota di obbligazioni bancarie ed è aumentata quella dei prodotti del risparmio gestito. Tra questi ultimi, i fondi comuni di investimento – i cui impieghi sono soprattutto in attività finanziarie di entità residenti all’estero (oltre la metà al di fuori dell’area dell’euro) – costituiscono ancora lo strumento più diffuso. Al contrario, le attività quotate detenute direttamente sono investite in prevalenza in strumenti di emittenti domestici (per circa due terzi).
Negli ultimi cinque anni sono più che raddoppiati gli investimenti in exchange traded funds (ETF; a dicembre del 2025 erano oltre 39 miliardi); la loro quota sul totale degli investimenti in fondi comuni rimane comunque appena superiore al 4%, un valore contenuto nel confronto internazionale.
I fondi pensione rappresentano una quota marginale della ricchezza finanziaria (5,3%), frenati dall’elevata contribuzione al pilastro pubblico, dai vincoli di bilancio delle famiglie e dalla scarsa informazione previdenziale. Le riserve del ramo vita, invece, hanno un peso pari al 12,5% dello stock di attività finanziarie, in lieve calo rispetto al 2024 (12,9%).
Il valore dei titoli di Stato nel portafoglio delle famiglie è cresciuto di circa 30 miliardi; vi hanno contribuito le emissioni dedicate agli investitori al dettaglio. La porzione di ricchezza finanziaria detenuta in depositi è scesa al livello più basso dal 2007 (21,6%), pur in presenza di afflussi netti nell’ultimo anno. È invece aumentata la componente in titoli di capitale, in particolare azioni non quotate e partecipazioni. Questa componente è quella con la maggiore incidenza nel portafoglio delle famiglie e una delle più importanti determinanti della disuguaglianza di ricchezza.
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(1) Per l'esercizio precedente, si veda: “L’evoluzione della ricchezza delle famiglie italiane nel 2024: i dati della relazione annuale della Banca d’Italia”, Panorama Assicurativo N. 261, luglio 2025 (Sezione “STATISTICHE”).
https://www.panoramassicurativo.ania.it/newsletter/90020/articolo/90396