L’EVOLUZIONE DELLA SALUTE IN ITALIA NEGLI ULTIMI 150 ANNI: UN REPORT ISTAT
“La salute: una conquista da difendere” Collana "STORIE DI DATI" (7 aprile 2026)
ISTAT – ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA
https://www.istat.it/
Istat ha recentemente pubblicato un Report sull’evoluzione delle condizioni di salute in Italia nell’ultimo secolo e mezzo.
L’Italia è oggi tra i Paesi più longevi in assoluto, con una speranza di vita alla nascita di 83,4 anni, ma nel 1872 era tra quelli con la speranza di vita più bassa in Europa: soli 29,8 anni, mentre Francia, Regno Unito, Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia presentavano già valori compresi tra 40 e 50 anni.
A queste differenze contribuiva la mortalità entro il primo anno di vita, che nel 1863 in Italia era pari a circa 230 per mille nati vivi, analoga alla Spagna e all’Austria, quando in Francia, Regno Unito e Svezia, già nel 1860, era scesa intorno al 150 per mille e in Norvegia sotto il 100. Da allora, in Italia il calo della mortalità infantile è stato continuo, interrotto solamente dalle due guerre mondiali e, in coda alla prima, dalla pandemia influenzale spagnola del 1918-1919, che triplicò la mortalità per malattie infettive e raddoppiò quella per malattie respiratorie. In seguito, l’introduzione dei sulfamidici nel 1935 e nel secondo dopoguerra degli antibiotici contribuì alla rapida diminuzione dei decessi per queste cause, che dagli anni Novanta rappresentano circa l’1% della mortalità totale.
Nel 2020 la pandemia da Covid-19 ha fatto risalire la mortalità per malattie infettive al 12,4% dei decessi, scesa poi al 5,0% nel 2023.
Con l’aumento della longevità, sono invece cresciute le malattie cronico-degenerative: i tumori sono passati dal 2–3% dei decessi alla fine del XIX secolo al 26,3% nel 2023, e le malattie cardiovascolari dal 6–8% al 30%, diventando dalla seconda metà del Novecento la principale causa di morte.
Nella seconda metà dell’Ottocento, a causa dell’enorme frequenza dei decessi nei primi anni di vita, l’età mediana alla morte era estremamente bassa e compresa tra 5 e 10 anni. Con la riduzione della mortalità infantile e di quella generale, l’età mediana alla morte è salita a circa 20-25 anni all’inizio del secolo e – pur diminuendo nei periodi delle due guerre mondiali – ha superato i 65 anni nel secondo dopoguerra. La crescita è proseguita lentamente e nel 2023 era pari a 81,6 anni per i maschi e 86,3 anni per le femmine, con una importante variabilità territoriale: l’età mediana alla morte va infatti da meno di 82 anni in Campania a oltre 86 nelle Marche, con uno svantaggio di tutte le regioni più popolose del Mezzogiorno.