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🇮🇹 Calamità naturali

CALAMITA’ NATURALI IN ITALIA: PRESENTATO IL REPORT DEL NATURAL RISK FORUM SULL’INDICE DI RISCHIOSITA’ DEL TERRITORIO

“L’impatto economico delle catastrofi naturali in Italia: il Natural Risk Index" (II Quaderno di Ricerca) - 2026 Un progetto di Unipol - A cura di Gallagher Re


NATURAL RISK FORUM
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NATURAL RISK FORUM – Link al QUADERNO



Il 21 aprile scorso è stata presentata la prima edizione del Natural Risk Forum, iniziativa promossa da Unipol con l’obiettivo di stimolare una riflessione ampia e strategica sui rischi catastrofali naturali e il loro impatto in Italia.

Al Forum è stato illustrato il Natural Risk Index (NRI), un indicatore che fornisce una misura sintetica e comparabile dell’esposizione ai rischi catastrofali a livello regionale. 

L’indice considera tre tipi di eventi catastrofali: terremoti, alluvioni e tempeste convettive. L’analisi è stata avviata partendo dalla mappatura del patrimonio immobiliare italiano esposto agli eventi catastrofali, focalizzandosi su tre macrosettori: imprese (attività produttive e commerciali), abitazioni (patrimonio residenziale) ed edifici pubblici (immobili della Pubblica Amministrazione). Sono state invece escluse le infrastrutture (strade, ponti, ferrovie, reti energetiche e idriche), che seguono logiche di gestione del rischio basate su fondi pubblici, piani straordinari o responsabilità dei concessionari. 

È emerso che in Italia sono 41 milioni le unità immobiliari potenzialmente esposte agli eventi catastrofali. A livello di distribuzione geografica, le province con il maggior numero di beni esposti sono Roma, Milano e Napoli.

La ricerca ha misurato il valore di ricostruzione delle unità immobiliari esposte al rischio. Il dato comprende l’intero costo di ricostruzione, includendo non solo il valore strutturale degli edifici, ma anche ciò che è contenuto al loro interno (per esempio macchinari, merci o mobili). La stima incorpora, inoltre, il costo associato all’interruzione delle attività produttive, tenendo conto delle perdite economiche derivanti dalla temporanea sospensione o riduzione dell’operatività a seguito dell’evento catastrofale. Il valore di ricostruzione complessivo degli immobili è stimato in  14.400 miliardi di euro, pari a circa sette volte il PIL nazionale. La distribuzione geografica del valore mostra una significativa asimmetria territoriale per le esposizioni commerciali e industriali tra nord e sud, mentre per gli edifici residenziali la distribuzione risulta più omogenea. 

Le regioni con il NRI più elevato risultano essere Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. In base ai risultati dell’analisi, il rischio catastrofale in Italia appare fortemente guidato dall’interazione tra pericolosità naturale e concentrazione del valore economico: le aree con la maggiore densità di abitazioni, imprese ed edifici pubblici, risultano le più esposte in termini assoluti. 

Un ulteriore elemento emerso dall’analisi riguarda il Protection Gap, ovvero la percentuale di costi che, in caso di evento catastrofale, non risulta coperta da assicurazione. Dalla ricerca è emerso che il divario di protezione in Italia è oggi pari al 79%: ogni 100 di potenziali danni, solo 21 sono coperti da assicurazione. Questa percentuale varia tra le regioni italiane, passando dal 72% in Trentino-Alto Adige, la regione con la maggiore copertura relativa, fino al 93% in Calabria.