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🇪🇺 Banca, Competitività

RISPOSTA DI BCE ALLA CONSULTAZIONE DELLA COMMISSIONE UE IN TEMA DI COMPETITIVITA’ DEL SETTORE BANCARIO

“Eurosystem response to the EU Commission’s targeted consultation on the competitiveness of the EU banking sector” TESTO DI RISPOSTA DI BCE (aprile 2026)


ECB - EUROPEAN CENTRAL BANK
https://www.ecb.europa.eu


ECB – Link al DOCUMENTO



La Banca Centrale Europea (BCE) ha recentemente risposto a una consultazione della Commissione UE in tema di competitività del settore bancario europeo.

Nell’attuale quadro macro-finanziario – segnato da crescente frammentazione geopolitica e geoeconomica, nonché da profonde trasformazioni strutturali dei mercati finanziari e tecnologici – BCE riconosce che le riforme regolamentari successive alla crisi finanziaria globale hanno significativamente rafforzato la resilienza delle banche europee, migliorandone capitalizzazione, liquidità e capacità di assorbimento degli shock. Tuttavia, tale rafforzamento non si è tradotto in un analogo incremento della competitività internazionale, a causa di diversi fattori strutturali, tra cui:

  • la frammentazione del mercato bancario europeo, che limita le economie di scala e la capacità di competere con operatori globali;
  • l’incompletezza dell’Unione bancaria, in particolare per l’assenza di un sistema europeo di garanzia dei depositi (EDIS);
  • la presenza di barriere regolamentari e giuridiche (es. diritto fallimentare, societario, mercati ipotecari) che ostacolano l’integrazione transfrontaliera;
  • la limitata integrazione dei mercati dei capitali e la forte dipendenza dell’economia europea dal credito bancario;
  • nuove sfide legate a innovazione tecnologica, cyber risk e concorrenza dei soggetti non bancari.

In tale contesto, la competitività del settore bancario UE dipende essenzialmente dalla capacità dell’Unione di completare il processo di integrazione finanziaria e di semplificare il quadro regolamentare, senza compromettere la stabilità. A tal fine, la BCE propone un’agenda articolata, fondata sul principio di semplificazione e armonizzazione normativa (senza ridurre gli standard prudenziali), che comprende:

  • il completamento dell’Unione bancaria:
    • finalizzazione dell’EDIS (European Deposit Insurance Scheme – Sistema europeo di garanzia dei depositi), con tempistiche chiare e definite;
    • rafforzamento coordinato del quadro di crisis management e deposit insurance;
    • riconoscimento dell’Unione bancaria come unica giurisdizione regolamentare.
       
  • l’integrazione transfrontaliera e il Mercato Unico:
    • rimozione delle restrizioni al libero flusso di capitale e liquidità nei gruppi bancari;
    • allineamento del trattamento prudenziale tra strutture domestiche e cross-border;
    • eliminazione delle barriere legali e regolamentari che ostacolano l’integrazione.
       
  • l’armonizzazione normativa e la semplificazione:
    • transizione da direttive a regolamenti, riducendo discrezionalità nazionali;
    • possibile integrazione tra CRD e CRR per evitare divergenze applicative;
    • semplificazione del quadro prudenziale mantenendo invariati i livelli di resilienza.
       
  • il rafforzamento del quadro macroprudenziale:
    • riduzione e razionalizzazione dei buffer (accorpamento in due categorie principali);
    • introduzione di metodologie comuni europee per la calibrazione degli strumenti;
    • maggiore coordinamento tra Autorità nazionali ed europee.
       
  • la revisione dei requisiti di capitale e la risoluzione delle crisi:
    • maggiore allineamento tra MREL e TLAC, senza riduzione delle risorse;
    • mantenimento di backstop prudenziali (es. output floor, NPE backstop);
    • rafforzamento degli strumenti per la gestione delle crisi bancarie.
       
  • l’estensione della proporzionalità e lo sviluppo del reporting:
    • estensione del principio di proporzionalità per banche meno significative;
    • sviluppo di un sistema europeo di reporting integrato e semplificato;
    • maggiore condivisione dei dati tra Autorità e revisione periodica degli obblighi informativi.
       
  • la regolazione dei soggetti non bancari:
    • introduzione di un quadro di vigilanza più completo e consolidato per le non-banks;
    • applicazione del principio “same risk, same rules” per evitare arbitraggi regolamentari:
    • rafforzamento della supervisione dei grandi gruppi non bancari sistemici.