PORTOGALLO: TERZO RAPPORTO DELL’AUTORITA’ DI VIGILANZA SULL’ESPOSIZIONE DELLE IMPRESE ASSICURATRICI AI RISCHI CLIMATICI
“Relatório Anual De Exposição Ao Risco Climático 2025” (REPORT, 2026)
ASF – AUTORIDADE DE SUPERVISÃO DE SEGUROS E FUNDOS DE PENSÕES
https://www.asf.com.pt/
L'Autorità portoghese di vigilanza sulle assicurazioni e sui fondi pensione (ASF) ha pubblicato la terza edizione della Relazione annuale sull'esposizione delle imprese e degli enti vigilati ai rischi climatici(1).
Il documento valuta l'esposizione ai rischi di transizione climatica attraverso i portafogli di investimento, considerando le asset class del debito sovrano e societario, nonché i titoli azionari. Per il settore assicurativo, è inclusa anche l'esposizione ai rischi fisici climatici attraverso le coperture assicurative danni.
Emerge che tra i cinque emittenti sovrani con il peso più elevato nei portafogli di assicuratori e fondi pensione, solo uno registra un punteggio climatico complessivo inferiore alla media UE. Ciò suggerisce una tendenza all'allocazione del portafoglio verso emittenti sovrani che sono comparativamente più avanzati nella loro transizione climatica. Il punteggio climatico è una valutazione sintetica elaborata da Bloomberg, che permette di misurare il grado di avanzamento di un’economia nazionale nel raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica.
L'esposizione ai rischi di transizione climatica attraverso i titoli obbligazionari societari è diminuita nel 2024. La riduzione deriva da un aumento della quota di debito emesso da società con minore intensità di carbonio, ovvero quelle con un rapporto emissioni/ricavi inferiore a 25 tonnellate metriche di CO₂ per milione di dollari di fatturato. Tale categoria di emittenti rappresenta più del 50% del portafoglio di debito societario delle compagnie assicuratrici e il 46% del portafoglio dei fondi pensione. Inoltre, le classi di emittenti associate a livelli elevati di emissioni di carbonio (superiori a 200 tonnellate metriche di CO₂ per milione di dollari USA di fatturato) rappresentano solo una quota molto limitata dei portafogli.
Per quanto riguarda l'esposizione ai rischi di transizione climatica attraverso i titoli azionari, entrambi i settori presentano un certo grado di vulnerabilità, che riflette la quota di controparti con livelli intermedi di intensità di carbonio. Nel settore assicurativo, escluse le polizze unit-linked, la categoria corrispondente alle emissioni comprese tra 25 e 50 tonnellate di CO₂ per milione di dollari di ricavi rappresenta il 69% del portafoglio azionario totale.
Per quanto riguarda, infine, l’esposizione delle compagnie danni, a livello nazionale e concentrandosi sul segmento con il maggiore impatto sociale, ossia gli immobili residenziali, l’esposizione complessiva del portafoglio assicurato si colloca a un livello medio.
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(1) Per un precedente, si veda: “Portogallo: Report della vigilanza in materia di esposizione ai rischi climatici”, in Panorama Assicurativo n. 249, luglio 2024 (Sezione “NORMATIVA”).
https://www.panoramassicurativo.ania.it/newsletter/87613/articolo/88156