Panorama Assicurativo Ania

🇫🇷 Sostenibilità

FRANCIA: ‘CARBON FOOTPRINT’ DELLE IMPRESE ASSICURATRICI. PROPOSTA DI ‘INDICATORI CLIMATICI’ PER IL SETTORE

«N° 49 : Empreinte carbone des assureurs : proposition d’indicateurs climatiques pour le secteur de l’assurance» ACPR, DIRECTION DE L’ÉTUDE ET DE L’ANALYSE DES RISQUES (WEBPAGE DI PRESENTAZIONE e REPORT ) – nov. 2025

P.Bui Quang, A.Dequet, N.Demolin, R.Lecat, D.Nefzi


ACPR - BANQUE DE FRANCE
https://acpr.banque-france.fr/


ACPR – Link alla WEBPAGE DI PRESENTAZIONE del documento

ACPR – Link al DOCUMENTO



L’Autorità di vigilanza prudenziale francese (ACPR) ha pubblicato un documento in tema di “carbon footprint” del settore assicurativo. Nel documento si sottolinea, innanzitutto, che la misura dell'impronta di carbonio delle compagnie assicuratrici deve essere pubblicata nell'ambito degli obblighi di reporting previsti dalla normativa sull'energia e il clima (Loi Énergie et Climat, art. 29); essa costituisce un indicatore dell’impatto delle imprese sulle emissioni di gas serra e, in una certa misura, anche della loro esposizione al rischio di transizione. 

ACPR nota, sul punto, che le carbon footprint pubblicate dalle imprese assicuratrici sono molto eterogenee, il che evidenzia – secondo l’Autorità – la necessità di implementare una metrica comune. D’altro canto, indica che l'Eurosistema - attraverso il Gruppo di esperti sui cambiamenti climatici (Expert Group on Climate Change and Statistics - STC EG CCS) - pubblica statistiche climatiche “armonizzate” (emissioni finanziate, impronta di carbonio, media ponderata delle intensità di carbonio/WACI) per settore e Paese. Pertanto, ACPR evidenzia che, secondo i calcoli, l'impronta di carbonio delle compagnie assicuratrici francesi risulta essere leggermente superiore alla media dell'area euro (è diminuita, tuttavia, dal 2019 al 2023, in linea con le emissioni dell'economia francese).

La Vigilanza indica che i calcoli presentati nel documento sono stati realizzati sulla base di dati sia individuali sia per singolo investimento; ciò consente di proporre una metrica comune a livello di singoli assicuratori. Aggiunge, inoltre, che i calcoli mostrano come, nel complesso, le imprese assicuratrici francesi non sembrino sovrastimare/sottostimare i propri investimenti in funzione dell'intensità di carbonio. In effetti, la distribuzione degli investimenti del settore in base al livello di carbon footprint riflette principalmente il peso finanziario dei comparti in cui esso investe. 

Ciò nonostante, alcune imprese presentano una carbon footprint maggiore e una distribuzione sbilanciata verso aziende caratterizzate da un'impronta elevata. Tali differenze – indica ACPR - sono spiegate, in particolare, dalla quota di esposizione nei confronti di aziende attive nel settore dei combustibili fossili o in comparti ad alta intensità di carbonio: anche se la quota è generalmente limitata (inferiore al 10% dei portafogli in termini di valore), la loro intensità di carbonio è molto elevata (diverse centinaia di volte superiore all'intensità di carbonio mediana) e ha un impatto significativo sul risultato finale. Inoltre, detenere asset tramite fondi potrebbe portare a una certa opacità riguardo agli attivi sottostanti effettivamente detenuti dagli stessi assicuratori e a una mancanza di consapevolezza con riguardo agli asset ad alta intensità di carbonio detenuti.