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SYNTHETIC RISK TRANSFERS: CARATTERISTICHE, DIFFUSIONE E RISCHI IN UN REPORT BIS

“Synthetic risk transfers” (February 2026)


BIS - BANK FOR INTERNATIONAL SETTLEMENTS
https://www.bis.org


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Nell’ambito delle attività di monitoraggio delle interconnessioni tra banche e intermediari finanziari non bancari, il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria ha recentemente pubblicato un Report sul tema dei Synthetic Risk Transfers (SRT).

Gli SRT sono operazioni che comportano il trasferimento di tutto o parte del rischio di credito di un pool di attivi a una controparte, mentre la banca mantiene la proprietà degli attivi sottostanti. La base di investitori in SRT è costituita da fondi di investimento privati, come fondi di credito e hedge fund, fondi pensione e compagnie assicurative, sebbene anche enti del settore pubblico svolgano un ruolo importante in alcune giurisdizioni. 

La gestione del capitale e del rischio di credito sono le principali motivazioni che spingono le banche a impegnarsi in SRT. Gli investitori sono attratti perché le transazioni danno accesso a prestiti erogati dalle banche in conformità con gli standard di prestito bancario, senza richiedere all'investitore di assumere la proprietà, finanziare o gestire il pool di prestiti. Alcuni investitori cercano rendimenti migliori sfruttando le loro posizioni SRT nel mercato dei pronti contro termine, in cui le banche forniscono il finanziamento garantito necessario.

Il Report rileva che i mercati SRT sono cresciuti rapidamente nell'ultimo decennio e che gli investitori in SRT costituiscono un'importante fonte di alleggerimento patrimoniale per il rischio di credito. Gli attivi protetti da SRT, in percentuale sul totale consolidato delle attività bancarie nelle singole giurisdizioni, variano tra lo 0,9% e l'1,8%, con una media di circa l'1,1%. Il valore totale degli asset protetti in Canada, nell'area dell'euro, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, giurisdizioni in cui i mercati SRT sono particolarmente dinamici, è stimato in circa 750 miliardi di euro, pari all'1,1% del totale degli asset bancari.

Le riforme normative e di vigilanza attuate a partire dalla Grande Crisi Finanziaria (GFC) del 2008 semplificano le cartolarizzazioni SRT e comportano un maggiore controllo rispetto alle transazioni di trasferimento del rischio di credito in uso prima della GFC. Alcune giurisdizioni e operatori di mercato, tuttavia, ritengono che permangano punti da chiarire in relazione alla trasparenza e alle attività di finanziamento SRT.

I rischi associati all'utilizzo di SRT, come la crescente dipendenza delle banche dagli istituti finanziari non bancari, sono riconosciuti e, in una certa misura, gestiti attivamente dagli operatori di mercato. Tuttavia, meritano un monitoraggio continuo da parte delle Autorità di vigilanza, poiché i mercati SRT continuano a crescere.