GLI INVESTIMENTI PER RIDURRE IL RISCHIO IDROGEOLOGICO NELLE REGIONI ITALIANE: UNA NOTA DELL’OSSERVATORIO CPI
“Gli investimenti per ridurre il rischio idrogeologico” (ARTICOLO - 16 febbraio 2026)
Enrico FRANZETTI, Gilberto TURATI
OSSERVATORIO CPI - OSSERVATORIO SUI CONTI PUBBLICI ITALIANI
https://osservatoriocpi.unicatt.it/
OSSERVATORIO CPI – Link all’ARTICOLO
Una Nota pubblicata dall’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani (CPI) dell’Università Cattolica di Milano descrive quello che è stato fatto, negli anni, dalle Regioni italiane per mitigare il rischio idrogeologico, provando a ricostruire l’evoluzione delle risorse programmate e, soprattutto, i lavori effettivamente avviati e conclusi.
Dal 1999 al 2025 gli investimenti per ridurre il rischio idrogeologico in Italia sono stati in media pari allo 0,05% del PIL. Le risorse sono andate, in termini pro-capite, soprattutto alle Regioni con un’elevata quota di popolazione esposta al rischio frana.
Nonostante l’urgenza di intervenire, solo il 46% degli importi riguarda opere concluse o in esecuzione, con forti differenze territoriali: al Sud, dove il costo medio per progetto è maggiore, la quota di investimenti in opere avviate o concluse è inferiore alla media.
Negli anni, i Governi sono intervenuti con numerosi programmi per la mitigazione del dissesto, ma rimangono difficoltà nel completare gli interventi programmati. Gli interventi, inoltre, non hanno ridotto l’esposizione della popolazione al rischio: nel 2024 il 2,2% viveva ancora in zone a elevato rischio frana (nel 2015 il 2,1%) e nel 2021 il 4,1% viveva in zone a elevato rischio alluvione (nel 2015 il 3,2%).
Molto ancora resta da fare in termini di prevenzione. Ma accanto agli interventi di riduzione del rischio occorre – sottolineano gli Autori – rafforzare la copertura assicurativa contro i disastri naturali. In Italia, la diffusione delle polizze contro i rischi naturali è ancora limitata: le abitazioni assicurate sono appena il 7% del totale, contro il 75% in Spagna, l’80% in Francia e oltre il 90% in Germania. In questa prospettiva, è opportuno valutare l’estensione dell’obbligo, oggi valido per le sole imprese, di assicurarsi contro i rischi di eventi catastrofali anche alle abitazioni private o, almeno, l’introduzione di adeguati meccanismi di incentivazione. Un più ampio ricorso alle coperture assicurative porterebbe a un risparmio di spesa pubblica significativo: basti pensare che le stime dei danni provocati dalle alluvioni di maggio 2023 in Emilia-Romagna ammontano a 8,5 miliardi di euro.