PREVIDENZA COMPLEMENTARE: L’AUTO-ENROLMENT FAVORIRÀ LA CRESCITA DEI FONDI PENSIONE? ARTICOLO DI PROMETEIA
“Previdenza integrativa: l’auto-enrolment favorirà la crescita dei fondi pensione?” ARTICOLO (27 gennaio 2026)
Vincenza DI LORENZO, Alessia PAGLIARELLO, Myriam SICHERA
PROMETEIA
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La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) è intervenuta in materia di previdenza integrativa, mirando a favorirne una maggiore diffusione e a rispondere alle esigenze di sostegno della crescita economica.
Tra i vari interventi, la riforma introduce l’auto-enrolment per i nuovi lavoratori, sulla scia di quanto auspicato dalla Commissione europea nella Savings and Investments Union per favorire una maggiore crescita dei fondi pensione nell’Unione.
Rispetto alla disciplina attuale, che prevedeva per i nuovi lavoratori del settore privato una finestra temporale di un semestre dalla data di assunzione entro la quale esprimere la volontà di aderire o meno alla previdenza integrativa (con adesione tacita qualora il lavoratore non avesse espresso alcuna volontà), la nuova disciplina prevede l’iscrizione automatica alla previdenza integrativa al momento dell’assunzione, con la possibilità per il lavoratore di rinunciare all’adesione entro 60 giorni. In caso di adesione tacita, a differenza del passato, alla previdenza integrativa verrà versato non solo il TFR ma anche i contributi del datore di lavoro e del lavoratore.
La norma fa leva sull’ipotesi che il lavoratore, iscritto automaticamente, non eserciti tale possibilità e ricalca in alcuni aspetti la riforma introdotta in Nuova Zelanda nel 2007 che, nell’arco di 15 anni, ha portato il tasso di partecipazione alla previdenza integrativa a sfiorare il 90% della platea potenziale.
La normativa interviene anche per favorire una maggiore aderenza tra età del lavoratore iscritto alla previdenza e profilo di rischio-rendimento del percorso previdenziale attivato, con effetti positivi nel lungo periodo sui montanti contributivi: i contributi e le quote di TFR degli aderenti taciti saranno investiti in percorsi life cycle (secondo i criteri stabiliti dalla COVIP), tenendo conto di orizzonte temporale di investimento ed età anagrafica dell’aderente, a differenza della situazione attuale che prevede l’iscrizione nel comparto più prudenziale, tale da garantire restituzione del capitale e rendimenti comparabili alla rivalutazione del TFR (tipicamente quello garantito).
Per favorire le adesioni, sono state riviste anche le modalità di uscita, che hanno costituito uno degli ostacoli a una maggiore diffusione della previdenza integrativa in occasione del semestre di silenzio assenso del 2007.
Il governo è intervenuto anche in tema di regole sugli investimenti, per promuovere un maggiore sostegno da parte dei fondi pensione alle necessità di investimenti infrastrutturali.
Alla luce delle novità introdotte, Prometeia effettua una stima del numero di nuovi aderenti al sistema di previdenza complementare, dei contributi aggiuntivi versati e della crescita degli attivi dei fondi pensione.