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🇮🇹 Mercato finanziario, PMI

PUBBLICATO IL PRIMO RAPPORTO DELL’OSSERVATORIO CONSOB/CETIF SU PMI E MERCATO DEI CAPITALI

“Osservatorio Pmi e Mercato dei Capitali Pmi e Borsa: tra opportunità e fuga I numeri che l'Italia non può ignorare” (COMUNICATO STAMPA, 9 febbraio 2026) “Rapporto PMI e mercato dei capitali” (Osservatorio CONSOB – Cetif-Università Cattolica, 2026)


CONSOB – COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETÀ E LA BORSA
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CONSOB – link al COMUNICATO STAMPA

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Le PMI italiane vedono l'accesso al mercato dei capitali come un'opportunità per crescere, innovare e quindi essere più competitive, ma allo stesso tempo hanno difficoltà a fare il salto, spesso per problemi culturali e dimensionali. È questo il messaggio del Primo Rapporto dell'Osservatorio "Pmi e Mercato dei Capitali", istituito da Consob e CeTIF – Università Cattolica, per analizzare le condizioni di accesso e permanenza delle Piccole e Medie Imprese italiane nei mercati dei capitali. 

Dalla mappatura, costituita da un campione rappresentativo di circa 120.000 PMI italiane, emerge un quadro chiaro, caratterizzato da una prevalenza di aziende piccole o piccolissime:

  • l'88% delle Pmi non quotate ha meno di 50 addetti;
  • la Lombardia da sola ospita il 22% del totale delle PMI;
  • il manifatturiero si conferma il settore più rappresentato (33,6% tra le non quotate, 31,8% tra le quotate).

Le imprese quotate del campione (pari allo 0,14% del totale osservato) si caratterizzano per avere una maggiore dimensione, una presenza nei settori tecnologici e scientifici e, di conseguenza, un più forte orientamento all'innovazione, alla competitività e alla crescita. In generale, le Mid-Small Cap italiane risultano valutate dal mercato con multipli inferiori rispetto ai benchmark europei. Tale sottovalutazione produce effetti reali quali una ridotta capacità delle PMI di raccogliere capitali, una difficoltà a utilizzare il titolo come leva per operazioni strategiche, un incentivo al delisting.

Il Rapporto entra nel merito della propensione all'innovazione del settore: vengono evidenziati sia gli elementi di ritardo, quali la spesa privata in Ricerca e Sviluppo che resta più bassa della media europea, sia quelli di ripresa, quale la crescita del venture capital italiano, il cui volume rimane comunque ancora sottodimensionato rispetto ai numeri di Francia e Germania. In sostanza, le PMI innovative hanno migliori performance, ma incontrano difficoltà ad accedere al capitale di rischio.