CENSIS: 59° RAPPORTO SULLA SITUAZIONE SOCIALE DEL PAESE (2025). FOCUS SUL SISTEMA DI WELFARE
“Il capitolo «Il sistema di welfare» del 59° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2025” (COMUNICATO STAMPA, 5 dicembre 2025)
CENSIS
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CENSIS – Link al COMUNICATO STAMPA
È stato presentato a Roma il Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2025.
Un capitolo è dedicato al sistema di welfare italiano.
Il documento sottolinea che la longevità è diventata una componente essenziale del welfare informale, inteso come l’insieme delle attività di cura e sostegno economico che si sviluppano al di fuori dei canali istituzionali e del mercato, affidandosi alla rete familiare. Il 43,2% dei pensionati, in effetti, garantisce regolarmente aiuti economici a figli, nipoti o parenti. Il 61,8% ha versato (o ha intenzione di farlo in futuro) un contributo economico a figli o nipoti per sostenere spese importanti, come l’anticipo per l’acquisto della casa.
Inoltre, i longevi italiani appaiono sobri nella gestione delle risorse: il 94,2% è cauto nelle spese e tende a risparmiare per affrontare eventuali malattie o condizioni di non autosufficienza, l’89,7% si dichiara attento nella gestione dei propri risparmi a causa della persistente incertezza economica, l’82,2% esercita un controllo accurato e costante del bilancio familiare, monitorando le entrate e le uscite.
Più in generale, il sistema di welfare tradizionale non garantisce più coperture ampie come in passato. Così, il 78,5% degli italiani teme che, se si trovasse in condizione di non autosufficienza, non potrebbe contare su servizi sanitari e assistenziali adeguati. Lo stesso vale per i rischi ambientali: il 72,3% crede che, in caso di eventi atmosferici estremi o catastrofi naturali, gli aiuti finanziari dello Stato sarebbero insufficienti. Di conseguenza, il 54,7% si dichiara disposto a destinare fino a 70 euro al mese per tutelarsi dal rischio di non autosufficienza, dai danni legati al cambiamento climatico o da altri eventi avversi.
Il 52,3% ritiene di poter ristrutturare i propri consumi, riducendo alcune spese per destinare quanto risparmiato all’acquisto di strumenti assicurativi (vita, salute, non autosufficienza). La disponibilità, tuttavia, non si traduce in comportamenti concreti: il 70% degli italiani non sta facendo nulla sul piano finanziario o assicurativo per tutelarsi in caso di non autosufficienza. Solo il 10,7% si dice pronto a ricorrere a polizze assicurative per affrontare tale eventualità. La maggioranza sceglie soluzioni alternative: il 37,2% si limita a dire che ci penserà se e quando accadrà, il 34,5% ricorrerà ai risparmi, il 22,0% conterà sul welfare pubblico, il 19,9% sull’aiuto dei familiari, il 14,7% su amici e volontari.