SEMPLIFICAZIONE DEL QUADRO NORMATIVO E SVILUPPO DI UN MERCATO UNICO BANCARIO. UN QUADERNO BANKITALIA
"N. 107 - The Case for a Consolidated European Banking Act ("EUBA")" (Quaderni di Ricerca Giuridica, dicembre 2025, n. 107)
Marco LAMANDINI, Marino PERASSI, Stefania CECI, Raffaele D'AMBROSIO, Francescopaolo CHIRICO, Enrica CONSIGLIERE, Guido CRAPANZANO, Leonardo DROGHINI, Stefano MONTEMAGGI
BANCA D’ITALIA
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Per favorire lo sviluppo di un mercato unico bancario è necessario semplificare il quadro normativo di riferimento, riducendo il più possibile lo spazio per divergenze tra le normative nazionali e ribilanciando la sua articolazione multilivello tra norme di principio (Livello 1) e disposizioni di dettaglio (Livello 2).
Nel perseguire questi obiettivi, il Quaderno di ricerca giuridica n. 107 - "The Case for a Consolidated European Banking Act ("EUBA"). A reflection Paper" -, recentemente pubblicato dalla Banca d’Italia, affronta i principali ostacoli giuridici e individua il percorso tecnico-giuridico da seguire - alla luce dei vincoli derivanti dai Trattati vigenti, della correlata giurisprudenza della Corte di Giustizia e della prassi finora seguita dal legislatore dell'Unione -, fornendo indicazioni precise al riguardo.
A tal fine, il documento suggerisce, innanzitutto, di consolidare i vari testi che attualmente compongono il Single Rule Book in un unico testo normativo (l'EUBA), la cui parte preponderante consisterebbe in un Regolamento omnibus direttamente applicabile, volto a semplificare e armonizzare il quadro normativo bancario in tutta l'Unione. Un nucleo estremamente ristretto e irriducibile di disposizioni dovrebbe tuttavia necessariamente rimanere riservato a una Direttiva omnibus, limitata alle regole sulla libertà di stabilimento, sulla prestazione transfrontaliera di servizi e sui requisiti di indipendenza e accountability dell’Autorità di vigilanza.
Il Quaderno suggerisce poi di ampliare lo spazio della delegificazione a favore delle norme tecniche di regolamentazione e di attuazione elaborate dall'EBA e approvate dalla Commissione (la c.d. "regolamentazione di livello 2"), con riferimento a un numero significativo di fattispecie attualmente disciplinate nelle direttive o nei regolamenti del Parlamento europeo e del Consiglio (la c.d. "Legislazione di livello 1"), orientando parallelamente la legislazione di livello 1 verso un approccio più principle-based.