BCE: L’INTEGRAZIONE DEL RISCHIO DI CONTAGIO TRA BANCHE E NON-BANCHE NELLO STRESS TEST ‘UE-LEVEL’ 2025
“Integrating contagion risk into the 2025 EU-wide stress test: a system-wide analysis with amplification effects between banks and non-banks” Published as part of the Macroprudential Bulletin 32 (November 2025)
Alberto GRASSI, Michael KOSIAHN, Chiara LELLI, María LOSA MARTÍN, Michael MOERS, Matthias SYDOW, Michael VINCENT, Garbrand WIERSEMA
ECB - EUROPEAN CENTRAL BANK
https://www.ecb.europa.eu
La Banca Centrale Europea (BCE) ha pubblicato un articolo in cui descrive l’ampliamento dello Stress Test 2025 per le banche a livello UE, con un'analisi a livello di sistema che tiene conto degli effetti di amplificazione tra banche e non-banche, comprese le compagnie assicuratrici.
Lo stress test consiste in:
- uno shock iniziale “di primo round” che presuppone correzioni nei prezzi delle attività finanziarie e un aumento degli spread del credito sovrano, che riflettono le crescenti vulnerabilità nei mercati e nelle economie. Si presume che tale scenario avverso abbia un impatto immediato sulle banche e tenga conto anche delle coperture e dell'impatto dei rischi non di mercato;
- un “secondo round” di perdite, emergente in risposta alle difficoltà di solvibilità e liquidità degli istituti. Viene utilizzato lo strumento Interconnected System-wide Stress Test Analytics (ISA) della BCE, che utilizza dati granulari sulle esposizioni bilaterali e sulle posizioni di portafoglio di banche, compagnie assicuratrici e fondi di investimento, per valutare il contagio diretto e indiretto.
I dati del settore assicurativo provengono dai Report Solvency II e dalle Statistiche sulle Partecipazioni in Titoli, su scala nazionale.
L'impatto principale per le imprese assicuratrici è rappresentato dalle perdite sulle quote dei loro fondi, dove le vendite forzate di asset portano a forti cali dei prezzi, con un ulteriore contributo significativo attraverso le partecipazioni dirette in obbligazioni e azioni.
L'articolo osserva che le perdite relative per gli assicuratori sono maggiori rispetto a quelle delle banche; tuttavia, queste sono parzialmente mitigate dagli adeguamenti delle riserve tecniche sul lato del passivo di bilancio.