TRASFORMAZIONI E SFIDE PER IL SISTEMA ITALIANO DI TUTELA DELLA SALUTE: RAPPORTO ASPEN
“Invecchiamento, Innovazione e Investimenti: le sfide per il sistema di tutela della salute” WEBPAGE DI PRESENTAZIONE DEL REPORT e LINK CORRELATI (28 ottobre 2025)
ASPEN INSTITUTE ITALIA
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ASPEN INSTITUTE ITALIA – Link alla WEBPAGE DI PRESENTAZIONE del Report (e link correlati)
Il Rapporto “Invecchiamento, Innovazione e Investimenti: le sfide per il sistema di tutela della salute” (curato da Aspen Institute Italia e sviluppato nell’ambito del programma di ricerca Innovazione in medicina), analizza le condizioni di sostenibilità del sistema sanitario italiano di fronte a una quadruplice trasformazione strutturale: il nuovo scenario geoeconomico internazionale nel quale si colloca l’Italia, la progressiva riduzione della popolazione, il rapido invecchiamento demografico, l’aumento del carico di patologie croniche.
Tali dinamiche producono un incremento strutturale della necessità di un sistema competitivo, “attrattivo” e ricettivo per l’innovazione e della domanda di salute in un contesto di risorse pubbliche più contenute rispetto ad altri Paesi europei comparabili. Ciò impone di ripensare in profondità i modelli di governance, finanziamento e organizzazione, superando la frammentarietà e valorizzando appieno le opportunità offerte dalle innovazioni tecnologiche e scientifiche e da un ecosistema delle scienze della vita di grande valore, che comprende anche il nostro SSN.
Il documento individua cinque assi strategici: 1) la generazione di valore lungo l’intera filiera; 2) la presa in carico integrata della persona; 3) la convergenza tra risorse pubbliche e private; 4) l’innovazione come leva di trasformazione; 5) la costruzione di una visione di lungo periodo orientata a sostenibilità, equità e competitività.
Il testo evidenzia la necessità di trasformare il sistema di tutela della salute in un ecosistema capace di coniugare innovazione, sostenibilità ed equità. Per i decisori istituzionali, ciò significa adottare politiche abilitanti che non si limitino a “garantire cure”, ma che siano in grado di “prendersi cura delle persone e delle comunità”, in coerenza con le sfide demografiche ed economiche e, poi, a beneficio delle generazioni future.