“EUROPE'S ENVIRONMENT 2025”: LO STATO ATTUALE DELL’AMBIENTE E DEL CLIMA IN EUROPA
«Europe's environment 2025» WEB REPORT - Published 29 Sept. 2025 (WEBPAGE DEDICATA)
EEA - EUROPEAN ENVIRONMENT AGENCY
https://www.eea.europa.eu/
EEA - Link alla WEBPAGE DEDICATA al Report
Ogni cinque anni, come previsto dal suo Regolamento istitutivo, l'Agenzia Europea per l'Ambiente (European Environment Agency - EEA) pubblica un Rapporto sullo stato dell'ambiente. Il documento fornisce ai decisori politici (su scala europea e nazionale), come pure al grande pubblico, una valutazione completa e trasversale su ambiente, clima e sostenibilità in Europa.
“Europe’s Environment 2025" è il settimo Report diffuso da EEA a partire dal primo anno di pubblicazione del documento, ossia dal 1995; per la stesura ci si è avvalsi della stretta collaborazione e della vasta competenza di EIONET (“EEA European Environment Information and Observation Network), i cui componenti – esperti e scienziati di spicco in campo ambientale – provengono dai 32 Paesi membri di EEA e dai sei Paesi cooperanti.
In linea generale, il Report sottolinea che la tutela delle risorse naturali, l'adattamento ai cambiamenti climatici e la riduzione dell'inquinamento sono essenziali per sostenere la resilienza, la competitività e la prosperità a lungo termine dell'Europa. Indica come necessaria un'attuazione “accelerata” delle politiche nell'ambito del Green Deal europeo, un maggiore coordinamento tra i livelli di governance e maggiori investimenti in misure volte a rafforzare la resilienza.
Tra le altre evidenze del Report:
- riscaldamento globale: in Europa sta procedendo ad una velocità doppia rispetto alla media globale. Si sono ridotte le emissioni di gas serra (-37% dal 1990), ma gli impatti dei cambiamenti climatici stanno accelerando. Sottolinea, pertanto, le opportunità di cambiamento offerte dall'innovazione, dalla finanza sostenibile, dai “green jobs”;
- premi assicurativi in aumento: la crescente frequenza/e gravità dei rischi implica che il settore delle assicurazioni si trovi ad affrontare costi crescenti, capacità riassicurativa più contenuta e premi in aumento. La maggior parte dei Paesi dell'UE presenta gap assicurativi superiori al 50% (ad esempio, molte abitazioni non sono assicurate contro eventi meteorologici estremi). I costi degli aiuti post-catastrofe si traducono in ritardi nella ricostruzione (e conseguente abbandono di attività economiche);
- biodiversità ed ecosistemi: oltre l'80% degli habitat protetti è in cattive/pessime condizioni; il 60-70% dei suoli risulta degradato. Tale deterioramento minaccia la sicurezza idrica e alimentare, come pure la produzione energetica e le filiere industriali.
- resilienza idrica: il 30% del territorio europeo e il 34% della sua popolazione sono esposti a stress idrico. Solo il 37% delle superfici idriche risulta ancora in buono stato ecologico;
- costi economici: gli eventi meteorologici e climatici estremi hanno causato, nella UE, 738 miliardi di euro di perdite economiche nel periodo 1980-2023, in forte aumento negli ultimi anni. Oltre la metà degli eventi non sono coperti da assicurazione;
- costruzioni in zone “ad alto rischio”: secondo il Report, i persistenti modelli costruttivi “non sostenibili” (che collocano edifici residenziali e non in aree soggette a elevato rischio di inondazioni, siccità, incendi boschivi) stanno causando ingenti perdite economiche e rischi per la salute. Tra il 2011 e il 2021, la popolazione UE residente in aree potenzialmente soggette a inondazioni fluviali è cresciuta di oltre 35.000 unità (+1,8%); le prassi assicurative con approccio ‘build back the same’ non sono sufficientemente adattate alle mutevoli condizioni climatiche;
- economia circolare e risorse: i tassi di circolarità rimangono bassi (11,8% nel 2023). Nonostante il miglioramento sui fronti del riciclo e dell'efficienza delle risorse, l'UE non è ancora sulla buona strada per raddoppiare l'uso circolare dei materiali entro il 2030. Gli elevati livelli di consumo di materiali continuano ad aumentare le pressioni ambientali sia all'interno che all'esterno dell'UE.