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SWISS RE INSTITUTE: I FARMACI A BASE DI GLP-1 POTREBBERO RIDURRE SIGNIFICATIVAMENTE LA MORTALITÀ

“The future of metabolic health and weight loss drugs. Projecting mortality reductions in the US and UK populations” (REPORT - Published on: 17 Sep. 2025)

Daniel Meier, Prachi Patkee, John Schoonbee, Adam Strange


SWISS RE
https://www.swissre.com/


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Secondo un recente studio di scenario pubblicato da Swiss Re Institute, i farmaci a base di GLP-1 - ossia i farmaci di nuova generazione per la cura del diabete - potrebbero portare nei prossimi 20 anni a una riduzione del 6,4% della mortalità cumulata, per tutte le cause, nella popolazione degli Stati Uniti e del 5,1% nel Regno Unito.


Il raggiungimento di questi risultati dipende fortemente dalla effettiva disponibilità dei farmaci a base di GLP-1, dai tassi di adozione, dallo stile di vita e dai cambiamenti nutrizionali indotti.

Secondo Swiss Re, i farmaci a base di GLP-1 sono molto promettenti per sconfiggere l'epidemia di obesità. La ricerca sottolinea, tuttavia, che il massimo beneficio deriverà dall'andare oltre la terapia farmacologica. 

In proposito, gli assicuratori sostengono politiche e sistemi di incentivazione mirate agli individui coinvolti, nella direzione di modifiche sostanziali allo stile di vita, con particolare attenzione alla prevenzione. 

Gli Stati Uniti hanno il tasso di obesità più elevato fra i Paesi economicamente avanzati, un fenomeno che riguarda oltre il 40% della popolazione adulta. Nel Regno Unito, circa il 30% degli adulti è obeso.

Gli scenari elaborati da Swiss Re presentano, tuttavia, anche risultati meno positivi. In uno scenario più moderato, l'assunzione del farmaco nella popolazione è limitata, i tassi di interruzione sono elevati (soprattutto a causa degli effetti collaterali) e il recupero di peso al termine del trattamento è frequente. In queste condizioni, Swiss Re prevede miglioramenti molto più limitati, con riduzioni cumulative della mortalità di appena il 2,3% negli Stati Uniti e dell'1,8% nel Regno Unito entro il 2045.

Secondo le conclusioni dello studio, i risultati fanno comunque prevedere una potenziale riduzione delle principali cause di morte nella popolazione assicurata con polizze vita e dread disease.