FMI: L’ITALIA HA BISOGNO DI MAGGIORE PRODUTTIVITA’ E FORZA LAVORO
«Italy Needs Higher Productivity and More People Working» (IMF NEWS - September 15, 2025)
IMF - INTERNATIONAL MONETARY FUND
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Malgrado l'incertezza economica globale, l'economia italiana ha dimostrato una certa resilienza e lo scorso anno le finanze pubbliche hanno registrato risultati migliori del previsto, con un avanzo primario pari allo 0,4% del PIL. Tuttavia, le tensioni commerciali hanno aggravato i rischi, tenuto conto - in particolare - della grande propensione all'esportazione dell'economia italiana.
La crescita di lungo periodo della terza economia dell'Unione Europea è limitata dalla bassa produttività, dalla carenza di professionisti altamente qualificati e dal progressivo invecchiamento e declino demografico, ha dichiarato all'IMF Country Focus il Capo missione per l'Italia, Lone Christiansen.
Gli investimenti hanno rappresentato uno dei fattori chiave a sostegno della crescita dello 0,7% registrata lo scorso anno, in particolare grazie alla rigorosa attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Anche il mercato del lavoro ha registrato buoni risultati, con un aumento dei contratti a tempo indeterminato. E nonostante la maggiore incertezza commerciale riscontrata quest'anno, la quota di occupati rispetto alla popolazione in età lavorativa ha raggiunto il massimo storico. Anche la diversificazione dei beni esportati dall'Italia e delle relative destinazioni sta contribuendo, in una certa misura, a salvaguardare l'economia. Tuttavia, il ruolo chiave delle esportazioni la sta inevitabilmente esponendo all'incertezza degli scambi commerciali a livello globale.
Le sfide e i rischi, peraltro, sono molteplici, molti dei quali provenienti dall'esterno. Uno di questi è rappresentato dall'incertezza legata agli scambi commerciali e ai nuovi dazi sulle esportazioni verso gli Stati Uniti. Infatti, dati recenti già evidenziano un impatto a livello commerciale. Anche l'intensificarsi dei conflitti in diverse aree del mondo - con conseguente innalzamento dei prezzi delle materie prime - costituisce un rischio, poiché l'Italia dipende dall'importazione di energia. Inoltre, condizioni meteorologiche estreme potrebbero nuocere all'agricoltura e al turismo.
A frenare la crescita contribuiscono anche due problemi strutturali: l'invecchiamento della popolazione e la scarsa produttività. Si prevede che tra il 2024 e il 2050 la popolazione in età lavorativa subirà un calo a due cifre. Ciò contribuisce ad aggravare i problemi di bassa produttività che affliggono da tempo l'Italia, a causa del minor numero di lavoratori in possesso delle competenze necessarie a sostenere l'innovazione.
In che modo l'Italia potrà affrontare queste due sfide? In primo luogo, secondo l’Autore, raddoppiando gli sforzi di riforma per stimolare la partecipazione alla forza lavoro e la produttività. Più in generale, l'aumento della produttività dovrà andare oltre il fattore umano. Si è riscontrato che le piccole imprese italiane fortemente innovative faticano a crescere. È pertanto importante definire politiche che sostengano il settore privato nella produzione e in una più rapida adozione dell'innovazione, affinché le imprese più promettenti possano continuare a svilupparsi.