LE CAUSE DELL’AUMENTO DEL DEBITO PUBBLICO DAL 1970 A OGGI: UN PAPER DELL’OSSERVATORIO SUI CONTI PUBBLICI ITALIANI
“Le cause dell’aumento del debito pubblico dal 1970 a oggi” (ARTICOLO - 19 giugno 2025)
Carlo COTTARELLI, Gianmaria OLMASTRONI
OSSERVATORIO CPI – OSSERVATORIO SUI CONTI PUBBLICI ITALIANI (Università Cattolica del Sacro Cuore)
https://osservatoriocpi.unicatt.it
OSSERVATORIO CPI – Link alla PUBBLICAZIONE
L’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano ha recentemente pubblicato un Paper dedicato all’evoluzione del debito pubblico in Italia dal 1970 a oggi.
Il debito pubblico italiano in rapporto al PIL è cresciuto enormemente negli ultimi 55 anni, soprattutto negli anni ’70 e ’80 dello scorso secolo. La causa fondamentale risiede negli elevati deficit primari: dagli anni ’70 al 1981, l’effetto di tali deficit (del 4,2% in media) sul debito è stato attenuato da un’inflazione altissima.
Negli anni seguenti l’inflazione è stata combattuta aumentando i tassi d’interesse, ma i deficit primari sono rimasti alti (3% in media) e il debito/PIL è salito di 34 punti, fino al 92% del 1989. Il rapporto ha subito un ulteriore aumento nella prima metà degli anni ’90 a causa della crisi valutaria, che ha contratto il PIL, innalzato i tassi d’interesse e gonfiato il valore in lire del debito estero. Dal 120% del 1994, il debito/PIL ha iniziato a scendere, grazie agli avanzi primari e al calo degli interessi dovuto all’entrata nell’euro. Dai primi anni 2000 l’avanzo primario è stato però eroso e il rapporto di debito si è ridotto molto lentamente.
L’ancora alto livello di debito (103% nel 2007) ha aumentato l’esposizione dell’Italia alla crisi globale del 2008 e a quella del debito sovrano europeo del 2011-‘12. Nel periodo, il rapporto debito/PIL è aumentato di 31 punti, raggiungendo il 135%, valore rimasto pressoché stabile fino al 2019. Il picco pandemico del 154%, dovuto al deficit e al crollo del PIL, è stato recuperato grazie alla ripresa economica e all’inflazione. Il rapporto di debito è così tornato al 135%, dove si trova attualmente.