RISCHI EMERGENTI E COME GESTIRLI: RAPPORTO NEXT DI FERMA (RISK MANAGER EUROPEI)
“New Exposure Trends” (Report 2025)
FERMA – FEDERATION OF EUROPEAN RISK MANAGEMENT ASSOCIATIONS
https://ferma.eu/
FERMA ha recentemente pubblicato il suo primo Rapporto NEXT (New EXposure Trends), relativo ai rischi emergenti e alle modalità più efficaci per fronteggiarli.
Il Report sottolinea innanzitutto che la mentalità a breve termine e i pregiudizi cognitivi a tutti i livelli stanno rendendo aziende e governi altamente vulnerabili agli impatti diffusi e duraturi di rischi emergenti, come i cambiamenti geopolitici e climatici.
Elaborato dal Foresight Committee di FERMA, il Rapporto NEXT evidenzia diverse barriere sistemiche - all'interno di organizzazioni e governi - che ostacolano la gestione del rischio a lungo termine, portando ad approcci reattivi piuttosto che proattivi. Le barriere includono la priorità data ai guadagni immediati rispetto alla resilienza futura, che è indotta da molteplici fattori, tra cui pressioni di mercato, vincoli normativi e priorità operative.
Secondo il Rapporto, anche alcuni aspetti studiati dall'economia comportamentale, come il bias dello status quo, il bias dell'ottimismo e il pensiero di gruppo, contribuiscono alla resistenza al cambiamento, così come alla sopravvalutazione della capacità delle aziende di gestire il rischio e alla tendenza a dare priorità al consenso rispetto alla valutazione critica, tutti fattori che contribuiscono a rafforzare l'attenzione organizzativa sul breve termine.
Attingendo al contributo di esperti provenienti da diversi settori, sia interni che esterni alla gestione del rischio, il documento identifica quattro rischi a medio-lungo termine con il maggiore potenziale di impatto dirompente sulle aziende europee. Questi sono:
- cambiamenti geopolitici: le trasformazioni significative nel panorama politico globale stanno creando elevati livelli di incertezza e instabilità che influenzeranno il commercio, gli investimenti e le catene di approvvigionamento;
- accelerazione tecnologica: i rapidi progressi in tecnologie come l'intelligenza artificiale, l'automazione e la biotecnologia stanno rivoluzionando le imprese e la società, ma creano anche rischi come la perdita di posti di lavoro, dilemmi etici e una riduzione della competitività europea;
- capitale umano: attrarre, sviluppare e trattenere i talenti sta diventando sempre più difficile, ulteriormente complicato dall'evoluzione dei requisiti di competenze e dalle mutevoli aspettative dei dipendenti;
- cambiamenti climatici: un clima in evoluzione presenta gravi rischi per le imprese, il settore assicurativo e la società, aumentando al contempo la probabilità di azioni legali contro le imprese nell'UE.
In un contesto volatile e dirompente, il Rapporto sottolinea che i risk manager devono stabilire un orizzonte di rischio a lungo termine all'interno delle proprie organizzazioni e contrastare attivamente i bias cognitivi per rafforzare la resilienza sia a livello aziendale che sociale. Sono proposte diverse strategie complementari per lo sviluppo di framework di rischio volti ad affrontare i rischi emergenti. Al centro di tutto vi è l'adozione di un approccio di previsione strategica, che consente alle aziende di estendere il proprio orizzonte temporale. Tale approccio prevede l'applicazione di tecniche come la pianificazione degli scenari, l'analisi dell'orizzonte temporale e la “futures wheel”, un metodo utilizzato per comprendere i potenziali effetti a catena di specifici trend. Questi strumenti aiutano le organizzazioni a esplorare come i rischi possono evolvere e interagire in diverse circostanze.
Ulteriori tecniche descritte nel Report includono la promozione di una cultura di pensiero a lungo termine per promuovere una gestione proattiva del rischio; la ridefinizione delle metriche di performance per integrare misure di resilienza e adattamento; l'utilizzo di tecnologie come l'analisi basata sull'intelligenza artificiale e la modellazione predittiva.
Lo studio incoraggia le organizzazioni ad adottare un approccio più olistico per riconoscere meglio la natura sempre più interconnessa e interdipendente dei rischi. Inoltre, identificando i fattori chiave che influenzano ciascuna delle tendenze di lungo termine, consente ai risk manager di sviluppare scenari credibili adattati alle dinamiche specifiche delle rispettive organizzazioni.