INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE E IMPATTI SULLA SPESA PER PENSIONI, SANITA’ E ASSISTENZA: AUDIZIONE DELLA BANCA D’ITALIA
“Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto” (TESTIMONIANZA del Vice Capo del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia Andrea Brandolini) Camera dei Deputati - Roma, 15 aprile 2025
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Andrea Brandolini, Vice-Capo Dipartimento Economia e Statistica della Banca d'Italia, è stato recentemente ascoltato dalla Commissione parlamentare di inchiesta della Camera dei Deputati sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto.
L’invecchiamento della popolazione – ha affermato Brandolini - è un processo globale e più veloce di quanto non ci si aspettasse solamente dieci anni fa. È il riflesso sia di un significativo miglioramento nello stato di salute della popolazione sia di una diminuzione della fecondità, più rapida del previsto anche in alcune economie dell’Asia, in primis la Cina, e dell’America Latina.
L’Italia appartiene al gruppo di Paesi in cui tale evoluzione demografica è già in corso da tempo e sarà più accentuata. Il prolungato calo delle nascite e l’invecchiamento delle coorti del baby-boom comporteranno una diminuzione del numero delle persone in età da lavoro ancora più intensa: nel 2050 la popolazione di età compresa tra i 15 e i 64 anni sarà inferiore a 30 milioni di unità, circa un milione in meno di quanto non fosse nel 1950; per ogni dieci persone in età da lavoro, vi saranno otto bambini e anziani, rispetto agli attuali sei.
Il calo della popolazione e il suo invecchiamento avranno profonde ripercussioni su molti aspetti. Nel suo intervento, il Relatore ha considerato due questioni in particolare: le conseguenze sul mercato del lavoro, e - per questa via - sulla crescita economica, e l’impatto sulle finanze pubbliche.
Le dinamiche demografiche sottoporranno lo stato sociale italiano a forti tensioni, che andranno conciliate con l’esigenza di ridurre il debito pubblico. A parità di politiche, nei prossimi venticinque anni, la spesa pubblica legata all’invecchiamento della popolazione (previdenza, sanità e assistenza ai non autosufficienti) è destinata a crescere in rapporto al PIL.
Molti andamenti demografici non possono più essere modificati in modo sostanziale, ma ciò non significa che traccino un destino inevitabile per l’economia. La riduzione della disponibilità di lavoro implicita nei trend demografici può essere contrastata in vari modi: aumentando la partecipazione al mercato del lavoro, soprattutto di donne e giovani, ancora molto bassa nel confronto internazionale; garantendo flussi migratori regolari e assicurando, nel contempo, che gli stranieri che sono/che arriveranno nel Paese possano integrarsi pienamente; facilitando la partecipazione al lavoro anche in età più avanzate, grazie alle migliori condizioni di salute; sfruttando le possibilità di crescita della produttività che offrono le nuove tecnologie.
Politiche volte a conciliare lavoro e genitorialità, centrate più sull’offerta di servizi che sui trasferimenti monetari, possono aiutare ad avvicinare la fecondità a quella desiderata dalla maggior parte delle coppie. Al contempo, l’invecchiamento della popolazione crea nuove esigenze di cura e assistenza e richiede un ripensamento della spesa pubblica rivolta agli anziani non autosufficienti.