FRANCIA: INDAGINE DELLA VIGILANZA SULL’INTEGRAZIONE DEI RISCHI DI SOSTENIBILITA’ NELLA GOVERNANCE DELLE IMPRESE
«Enquête sur l’intégration des risques en matière de durabilité dans le système de gouvernance sous Solvabilité 2» (Analyses et Synthèses n. 171 - 2025) WEBPAGE DI PRESENTAZIONE e REPORT (07.04.2025)
ACPR - BANQUE DE FRANCE
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ACPR – Link alla WEBPAGE DI PRESENTAZIONE del Report
ACPR – Link al REPORT (Analyses et Synthèses n. 171/2025)
ACPR, l’Autorità di vigilanza prudenziale sul sistema finanziario francese, ha pubblicato i risultati di un’indagine sull'integrazione dei rischi di sostenibilità nel sistema di governance delle imprese assicuratrici nel quadro di Solvency II.
Le imprese hanno iniziato a integrare i rischi per la sostenibilità nei loro sistemi di governance e di gestione del rischio; le pratiche osservate, tuttavia, mostrano una grande differenza nella maturità e nei progressi del lavoro delle compagnie, il che conduce a un controllo ineguale dei rischi.
Sebbene il Regolamento delegato (UE) 2015/35 definisca e preveda l'integrazione dei rischi per la sostenibilità sia nelle attività che nelle passività, circa il 20% delle imprese assicuratrici (indipendentemente dalle dimensioni) limita la definizione dei rischi per la sostenibilità alle sole attività. Inoltre, la confusione tra “rischi di sostenibilità” e “fattori di sostenibilità” (o criteri ambientali, sociali e di governance – ESG) porta talvolta a non monitorare gli indicatori che consentono l’analisi del rischio prevista.
La metà delle imprese assicuratrici francesi ha integrato i rischi di sostenibilità nelle tre policy espressamente previste dalla normativa; talvolta, però, tale integrazione risulta poco precisa. La politica di gestione del rischio di investimento sembra essere la più avanzata, anche se, per alcune imprese, l’integrazione viene realizzata tenendo conto dei fattori ESG nei criteri di investimento, piuttosto che tramite un'analisi dei rischi di sostenibilità. Per quanto riguarda la politica di sottoscrizione e di riservazione, ACPR osserva che l'integrazione dei rischi di sostenibilità (e, in particolare, dei rischi legati ai cambiamenti climatici) ha raramente condotto a modifiche nelle ipotesi o nelle metodologie di accantonamento.
ACPR incoraggia le imprese a prestare attenzione e, quindi, a integrare pienamente gli eventi climatici del 2022 e del 2023 nei loro accantonamenti.
Infine, ACPR osserva una differenza tra la valutazione della materialità dei rischi di sostenibilità e quella riportata nei report ORSA (Internal Risk and Solvency Assessment). Inoltre, mentre la maggior parte delle organizzazioni considera questi rischi materiali in relazione alla propria attività, solo una minoranza ha integrato nel rapporto ORSA i rischi per la sostenibilità diversi dal cambiamento climatico.
Per quanto riguarda lo studio dei rischi legati al climate change nel processo di valutazione interna dei rischi e della solvibilità, EIOPA raccomanda, in termini di valutazione della materialità degli impatti di tale cambiamento, scenari specifici e un orizzonte temporale più lungo rispetto a quello utilizzato per l’analisi degli altri rischi (valutati sull’orizzonte dei piani strategici). La maggior parte delle imprese (75%) non applica correttamente questa raccomandazione. Tuttavia, l'indagine dimostra che il rispetto della posizione di EIOPA contribuisce a migliorare la qualità delle valutazioni.
In conclusione - nonostante la volontà espressa dalla maggior parte delle imprese di adattare la propria strategia e gestione del rischio, per tenere conto dei rischi di sostenibilità - il lavoro svolto rimane di qualità disomogenea e deve essere ulteriormente sviluppato al fine di integrare pienamente tutti i rischi nel sistema di governance e di risk management.
Data la diversità dei rischi per la sostenibilità, la loro complessità e la natura in continua evoluzione, il sistema di governance e di gestione del rischio delle imprese assicuratrici sarà in grado di valutarli e integrarli in modo adeguato solo attraverso uno sforzo di sensibilizzazione e formazione di tutti gli stakeholder responsabili della gestione del rischio, prevedendo in particolare (I) l'integrazione dei rischi per la sostenibilità nelle attività dei responsabili delle principali funzioni di risk management e attuariali e (II) l'informazione regolare degli organi di governance su tali rischi per la sostenibilità.