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IL PORTAFOGLIO FINANZIARIO DELLE FAMIGLIE ITALIANE NEL PERIODO 2010-23. UN’ANALISI DELLA BANCA D’ITALIA

«La composizione del portafoglio delle famiglie nel periodo 2010-23: evidenze dai Conti finanziari e dall’Indagine sui bilanci delle famiglie italiane » QUESTIONI DI ECONOMIA E FINANZA, Occasional Papers n. 910 (marzo 2025) (WEBPAGE DI PRESENTAZIONE / di download del REPORT)

Federico APICELLA, Andrea COLABELLA, Angelo NUNNARI, Francesco PIPITONE


BANCA D’ITALIA
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Nell’ambito della sua Collana Questioni di Economia e Finanza”, Banca d’Italia ha recentemente pubblicato uno studio che analizza la composizione del portafoglio delle famiglie italiane nel periodo 2010-23, utilizzando sia i dati dei Conti Finanziari (che consentono di valutare le tendenze nell'intero periodo) sia le informazioni granulari provenienti dall'Indagine sui Bilanci delle Famiglie italiane (IBF, anni 2010-2020). 

Il lavoro, nello specifico, è focalizzato sulla riallocazione dei portafogli finanziari delle famiglie italiane nell’arco di poco più di un ventennio, con approfondimenti monografici su assicurazioni e Piani Individuali di Risparmio (PIR). 

Tra il 2010 e il 2020, in particolare, in presenza di tassi di interesse molto bassi, le famiglie italiane hanno significativamente diminuito la quota di obbligazioni pubbliche e private, nel contempo aumentando quella di risparmio gestito. Tale cambiamento è stato guidato dalla ricerca di rendimenti più elevati da parte delle famiglie, come pure dalla necessità degli intermediari bancari di aumentare gli introiti provenienti dalle commissioni.

Tra il 2020 e il 2023, invece, con l’aumento dei tassi di interesse, ci sono stati consistenti acquisti netti di titoli di debito (soprattutto pubblici italiani), mentre i flussi di risparmio gestito e i depositi sono stati negativi.

I dati dell’Indagine sui Bilanci delle Famiglie italiane (IBF) mostrano che la ricomposizione è stata più intensa tra le famiglie con redditi più elevati e i residenti in grandi centri abitati, con un aumento degli investimenti a distanza. Gli approfondimenti monografici indicano, poi, che l’incremento del risparmio gestito è stato sostenuto anche dagli investimenti in polizze vita (soprattutto tra le famiglie di età compresa tra 35 e 54 anni e tra quelle più anziane/economicamente abbienti). I PIR, invece, sono rimasti in una situazione di scarsa attrattività.