INSURANCE EUROPE: EVITARE COMPLESSITÀ NELLE VALUTAZIONI PREVISTE DALLA SOLVENCY II REVIEW
«Solvency II Review: Avoiding unnecessary complexity in targeted valuation items» (“POSITION” - Jan. 29, 2025)
INSURANCE EUROPE
https://www.insuranceeurope.eu/
INSURANCE EUROPE - Link al DOCUMENTO (“Position”)
Insurance Europe ha recentemente pubblicato un documento (“Position”) in materia di Solvency II Review, in cui sottolinea come tale revisione comporti - da un lato - una serie di migliorie nella gestione del long-term business ma, dall’altro, possa creare maggiori oneri operativi non necessari, come risultato di un approccio eccessivamente prescrittivo. Il settore, pertanto, chiede che si presti attenzione ad evitare tali oneri, soprattutto con riguardo ai seguenti temi:
• Volatility Adjustment (VA);
• Volatility Adjustment Dinamico (DVA);
• valutazione della disponibilità degli utili attesi nei premi futuri (EPIFP) a livello di gruppo;
• “Day 1 calculations” conseguenti all'applicabilità della Direttiva Solvency modificata, nel 2027.
In relazione a quanto precede, Insurance Europe delinea la posizione dell’industria assicurativa europea e indica, nel dettaglio, proposte e suggerimenti.
Volatility adjustment (VA)
Sebbene il settore accolga con favore la maggior parte delle migliorie apportate alla progettazione e alla calibrazione del VA (Level 1), si riscontrano criticità relative all'onere operativo associato. In particolare:
• maggiori requisiti computazionali, in particolare per quanto riguarda i calcoli specifici dell'impresa;
• maggiori tempistiche e costi associati alla raccolta dei dati e alla realizzazione di nuovi processi;
• maggiori requisiti di risk management (secondo Pilastro), di informativa e reporting (terzo Pilastro);
• requisiti di approvazione dell’Autorità di Vigilanza, senza eccezioni, in tutti gli Stati membri.
Inoltre, il comparto assicurativo pone in evidenza come la documentazione tecnica RFR di EIOPA indichi che uno specifico “VA at group level” non sussiste e che l'influenza del VA a livello di gruppo sarà derivata dal VA applicato da ciascuna entità singola, sulla base del metodo di calcolo della solvibilità di gruppo. Dovrebbe essere mantenuto un approccio pragmatico al calcolo dell'impatto del VA a livello di gruppo, anche se il calcolo finale del VA sarà “entity-specific”.
Volatility Adjustment Dinamico (DVA)
Le imprese che utilizzano un Modello Interno (IM) sono autorizzate ad applicare un Dynamic Volatility Adjustment (DVA) che consenta loro di tener conto dell'impatto (sia sull’attivo sia sul passivo) derivante dalle variazioni degli spread. In particolare, l'articolo 122 della Direttiva Solvency II richiede a tali imprese di aderire al nuovo Enhanced Prudency Principle (EPP), che stabilisce requisiti patrimoniali minimi per il rischio di spread per ogni impresa. Le nuove misure DVA richiederanno numerosi aggiustamenti ai processi, con diverse versioni VA basate sul portafoglio EIOPA, sul portafoglio dell'impresa stessa oppure calcolate secondo le nuove regole sul Credit Spread Sensitivity Ratio (CSSR), che necessitano di revisione, approvazione e integrazione nei cicli di valutazione. Ciò aumenta la complessità e richiede un maggiore coordinamento per garantire la compliance.
Valutazione della disponibilità degli utili attesi nei premi futuri (EPIFP) a livello di gruppo
Il settore è contrario a qualsiasi requisito aggiuntivo per la valutazione della disponibilità degli utili attesi nei premi futuri (EPIFP). La modifica proposta da EIOPA per includere esplicitamente gli EPIFP nella ordinaria valutazione della disponibilità dei fondi propri a livello di gruppo (ai sensi dell'articolo 330(1) del Regolamento Delegato) aumenta gli oneri di reporting a carico delle imprese. Se un'impresa non fornisse tale valutazione esplicita per gli EPIFP, tali fondi propri sarebbero considerati come “non effettivamente disponibili” a livello di gruppo. Attualmente, invece, gli EPIFP sono trattati allo stesso modo di altri fondi propri inclusi nella riserva di riconciliazione, della quale gli EPIFP sono una componente tipica.