I MERCATI AZIONARI NEL 2024: UN RAPPORTO CONSOB EVIDENZIA UNA CRESCITA ETEROGENEA FRA PAESI
“Mercati Azionari 2024: crescita eterogenea tra incertezze geopolitiche e debolezza economica nell’area euro - Pubblicato il Rapporto Consob su Tendenze e sfide per il settore finanziario italiano” (COMUNICATO STAMPA, 28 gennaio 2025) “Tendenze e sfide per il settore finanziario italiano. Rapporto congiuntura 2024”
Paola DERIU, Valeria CAIVANO (coordinato da) – Francesco FANCELLO, Monica GENTILE, Alberto NOÈ, Lucia PIERANTONI, Greta QUARESIMA (curato da)
CONSOB – COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETÀ E LA BORSA
https://www.consob.it/
CONSOB – Link al COMUNICATO STAMPA
La CONSOB ha recentemente pubblicato il Rapporto “Tendenze e sfide per il settore finanziario italiano”.
Dal documento si evince che il 2024 ha segnato un andamento generalmente positivo per i mercati azionari europei e statunitensi, ma con una spiccata eterogeneità, influenzata da fattori come le crescenti tensioni geopolitiche e una crescita economica debole, soprattutto nell'area euro. In evidenza l’S&P500, che ha messo a segno una crescita di circa il 23%. In Europa, invece, l’EuroStoxx50 ha registrato un più modesto incremento dell’8%, evidenziando un panorama complesso e diversificato tra i vari Paesi.
Tra i protagonisti europei, la Germania ha dominato la scena con il Dax40 in crescita del 19%, seguita dalla Spagna, dove l’Ibex35 ha guadagnato il 15%, e dall’Italia, con il FtseMib in rialzo del 13%. Diversa la situazione in Francia: il Cac40 ha chiuso l’anno con un calo del 2%, unico segno negativo tra i principali indici.
Dal Report emerge che nei portafogli delle famiglie americane il rapporto tra liquidità e strumenti di mercato era nel 2024 al 17%, segnalando che il risparmio entra in un circolo virtuoso e va a finanziare le imprese e l’economia reale. Nell’eurozona, invece, il rapporto è al 60%, un dato che evidenzia – secondo gli Autori - l’esigenza di rendere più efficienti i mercati finanziari per far sì che assolvano appieno alla loro funzione di motore della crescita, offrendo ai risparmiatori l’opportunità di investimenti redditizi e diversificati. L’Italia, con il suo 48%, risulta in una posizione migliore rispetto a quella della media dell’eurozona. 6.500 miliardi di euro è la cifra che dovrebbe affluire sui mercati dei capitali dell’eurozona per allineare i venti Paesi dell’area euro agli Stati Uniti nel rapporto tra liquidità disponibile in contanti e sui conti correnti bancari e il totale degli strumenti finanziari, come azioni, obbligazioni, quote di fondi comuni, prodotti assicurativi e pensionistici.
Il Rapporto conferma, inoltre, che il fenomeno del delisting continua a interessare i mercati dell’eurozona e, in particolare, l’Italia, e che per favorire un maggiore sviluppo dei mercati occorre incoraggiare anche la partecipazione degli investitori istituzionali. Sul mercato azionario italiano Euronext Milan la quota di capitalizzazione media riferibile agli istituzionali è superiore al 30% per le società più grandi, ma scende a circa 11% per le PMI quotate.
Per facilitare l’accesso ai mercati dei capitali da parte delle imprese e consentire che maggiori risorse finanziarie affluiscano nei mercati pubblici, è importante – si sottolinea nel Report - proseguire nella semplificazione del quadro normativo e intensificare le attività di educazione finanziaria per famiglie e imprese, in particolare PMI, nell’ottica di favorire la transizione dall’Unione dei mercati dei capitali alla più ambiziosa e inclusiva Unione del risparmio e degli investimenti.