Panorama Assicurativo Ania

🇮🇹 Risparmio, Piattaforme on line, Trasparenza

LA ‘GAMIFICATION’ DEGLI INVESTIMENTI FINANZIARI E LE ESIGENZE DI TRASPARENZA INFORMATIVA: QUADERNO GIURIDICO CONSOB

“Gamification: l'investimento finanziario non è un “videogioco” – La trasparenza informativa è pre-requisito essenziale per contrastare potenziali conflitti d’interesse – Pubblicato l’ultimo Quaderno Giuridico della Consob” (COMUNICATO STAMPA, 20 gennaio 2025) “La gamification degli investimenti finanziari” (Quaderno giuridico n. 32, gennaio 2025)

C. BRESCIA MORRA, D. COLONNELLO, M. GARGANTINI, G. SANDRELLI, G. TROVATORE


CONSOB – COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETÀ E LA BORSA
https://www.consob.it/


CONSOB – Link al COMUNICATO STAMPA

CONSOB – Link al QUADERNO


L’utilizzo degli smartphone e la diffusione dei social media hanno profondamente cambiato il mondo del lavoro, dell’informazione, del commercio e, inevitabilmente, anche degli investimenti. La decisione di investire rischia sempre più spesso di essere presa con la stessa leggerezza con cui si partecipa a un videogioco, magari per imitazione di un influencer e perché si pensa che il servizio sia gratuito.

Questi i motivi per cui Consob affronta, nel suo ultimo Quaderno Giuridico sulla “Gamification degli investimenti finanziari”, il fenomeno crescente della gamification, ponendo in luce come una maggiore trasparenza informativa a tutela dei risparmiatori possa essere l’antidoto contro il rischio di conflitti d’interesse.

L’analisi parte dal presupposto che la tutela degli investitori non debba né possa passare da divieti di impronta paternalistica per limitare le attività degli operatori di mercato; deve piuttosto far leva sulla consapevolezza dei rischi connessi con le pratiche della ludicizzazione finanziaria, che tende a creare l’illusione di un mero gioco laddove invece si muovono soldi veri. Da qui l’esigenza di una maggiore trasparenza informativa.

Prendendo spunto dal caso GameStop, che ha dominato le cronache finanziarie degli ultimi anni e ha portato all’attenzione dei regolatori il fenomeno delle piattaforme dei social network e dei finfluencer, gli Autori dello studio mettono a fuoco, tra le altre cose, il fenomeno del copy trading, ovvero la pratica di replicare le strategie di negoziazione altrui, mettendosi in scia tramite i social a un finfluencer, il più delle volte un operatore non professionale che potrebbe perseguire prioritariamente obiettivi di profitto personale in contrasto con l’interesse dei suoi follower

Altro aspetto messo a fuoco nello studio è quello dell’apparente gratuità delle negoziazioni, che spesso nasconde, invece, un costo occulto (Payment for Order Flow) a spese dei risparmiatori, connesso con i volumi di scambio generato dal leader sulle varie piattaforme.