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SFIDE DEMOGRAFICHE IN ATTO E POSSIBILI RISPOSTE DI POLICY. UN REPORT MCKINSEY

“Dependency and depopulation? Confronting the consequences of a new demographic reality” January 15, 2025 | REPORT

Anu Madgavkar, Marc Canal Noguer, Chris Bradley, Olivia White, Sven Smit, TJ Radigan


MCKINSEY
https://www.mckinsey.com/


MC KINSEY - Link al REPORT



McKinsey ha dedicato un recente Report ai problemi legati al persistente calo della natalità e all’invecchiamento della popolazione; esplora, in particolare, le implicazioni di una nuova realtà demografica, provocata dal calo della fertilità e dall'aumento della longevità.

Il fenomeno ha iniziato a manifestarsi nelle economie avanzate e in Cina. Le economie emergenti hanno più margine di manovra, ma – sottolinea il Report –devono fare i conti con la necessità di crescere  prima che la trasformazione demografica abbia inizio anche nelle loro realtà. I sistemi economici e sociali nei Paesi avanzati, invece, si sono sviluppati nel corso di decenni di crescita della popolazione (soprattutto con riguardo alle fasce in età lavorativa, ossia quelle che guidano la crescita economica e sostengono le persone che vivono più a lungo); tali sistemi, tuttavia, non reggono più.

In particolare, gli Autori del Report pongono in evidenza che:

  • tassi di fertilità in netto calo stanno spingendo le principali economie verso il collasso demografico a breve termine: i due terzi dell'umanità vivono in Paesi con una fertilità al di sotto del tasso di sostituzione di 2,1 figli per famiglia. Entro il 2100, in alcuni Paesi, la popolazione diminuirà in una percentuale compresa tra il 20% e il 50%;
     
  • le strutture per età si stanno modificando radicalmente (si passa dalle piramidi agli obelischi). Il Report indica che la “prima ondata” del mutamento demografico (economie avanzate e Cina) farà scendere la quota di persone in età lavorativa al 59% nel 2050 (dal 67% attuale). Le ondate successive coinvolgeranno le economie più giovani entro una o due generazioni (unica eccezione: Africa subsahariana);
     
  • i consumatori saranno sempre più concentrati tra gli anziani, mentre i lavoratori saranno maggiormente ubicati nei Paesi in via di sviluppo. Entro il 2050, gli anziani rappresenteranno un quarto dei consumi globali (il doppio della loro quota nel 1997). I Paesi in via di sviluppo forniranno una quota crescente di offerta di lavoro globale e di consumi, rendendo la loro produttività e prosperità vitali per la crescita globale;
     
  • sul piano del reddito e dei sistemi pensionistici, il Report indica che, fra i Paesi della “prima ondata” (economie avanzate e Cina), la crescita del PIL pro capite potrebbe mediamente rallentare dello 0,4% annuo dal 2023 al 2050 (e fino allo 0,8% in alcuni Paesi), a meno che la crescita della produttività riesca ad aumentare (da due a quattro volte), oppure i lavoratori prestino servizio da una a cinque ore in più alla settimana. I sistemi pensionistici potrebbero dover assorbire fino al 50% del reddito da lavoro per finanziare un aumento pari a 1,5 volte nel divario tra il consumo aggregato e il reddito degli anziani;
     
  • in assenza di azioni per affrontare le conseguenze del cambiamento demografico, i giovani erediteranno una crescita economica inferiore e sosterranno il costo di un maggior numero di pensionati, mentre il tradizionale flusso di ricchezza tra generazioni si andrà erodendo.

Sul piano economico, tra le possibili misure per affrontare il problema in atto, il Report cita le seguenti: (I) raddoppiare la crescita della produttività attraverso gli investimenti; (II) incentivare una forza lavoro “anziana” per sostenere la produttività (orari di lavoro flessibili e part-time);  (III) sfruttare il potenziale disponibile presso i “consumatori Senior” (posto che il potere d'acquisto dei Senior cresce, mentre quello dei più giovani si stabilizza o si riduce); (IV) incentivare una maggiore partecipazione della forza lavoro (riforma dei sistemi pensionistici  per incoraggiare i Senior a lavorare più a lungo);  (IV) evoluzione verso sistemi fiscalmente sostenibili per un mondo che invecchia.