STRESS TEST ‘FIT-FOR-55’: GLI IMPATTI DEL RISCHIO CLIMATICO SU BANCHE E ASSICURAZIONI NELL’UE
“Transition risk losses alone unlikely to threaten EU financial stability, “Fit-For-55” climate stress test shows” (NEWS, 19 novembre 2024) “Fit-For-55 climate scenario analysis” (ESA, 2024 21, 19 11 2024)
EIOPA – EUROPEAN INSURANCE AND OCCUPATIONAL PENSIONS AUTHORITY
https://www.eiopa.europa.eu/
Le Autorità europee di vigilanza finanziaria (EBA, EIOPA, ESMA – ESA), insieme alla Banca centrale europea (BCE), hanno pubblicato, il 19 novembre scorso, i risultati dell’analisi dello scenario climatico “Fit-For-55”.
La Commissione europea ha invitato le ESA e la BCE a valutare l’impatto - sul settore bancario, assicurativo, dei fondi di investimento e dei fondi pensione aziendali dell’UE - di tre scenari di transizione che incorporano l’attuazione del pacchetto “Fit-for-55”, nonché il potenziale di contagio e gli effetti di amplificazione nel sistema finanziario. Il pacchetto “Fit-for-55” dell’Unione europea mira a stimolare gli investimenti e l’innovazione nella transizione verso un’economia verde e svolge un ruolo cruciale nel perseguire l’obiettivo dell’UE di raggiungere una riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050.
Lo stress test climatico è stato condotto rispetto a tre scenari sviluppati dal Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB), con il supporto della BCE. Gli scenari incorporano rischi di transizione e fattori macroeconomici, presupponendo che il pacchetto “Fit-for-55” venga attuato come previsto.
Nello scenario di base, il pacchetto “Fit-for-55” viene attuato in un contesto economico che riflette le previsioni del Sistema europeo delle banche centrali del giugno 2023, pur dovendo far fronte a costi aggiuntivi legati alla transizione verde.
Nel primo scenario avverso, i rischi di transizione si materializzano sotto forma di shock “Run-on-Brown”, in base ai quali gli investitori perdono asset di imprese ad alta intensità di carbonio. Ciò ostacola la transizione verde, poiché le imprese “brown” non dispongono dei finanziamenti necessari per rendere più verdi le proprie attività.
Nel secondo scenario avverso, gli shock “Run-on-Brown” sono amplificati da altri fattori standard di stress macrofinanziario.
Per misurare l’impatto degli scenari sui rispettivi settori finanziari (i cosiddetti “effetti di primo round”) e valutare il potenziale di contagio e gli effetti di amplificazione nel sistema finanziario (“effetti di secondo round”), le ESA e la BCE hanno utilizzato modelli top-down. Le stime sono prodotte facendo affidamento su dati granulari e considerano un orizzonte temporale di 8 anni (dal 2022 al 2030). I modelli ESA e BCE coprono i prestiti alle società non finanziarie (NFC), le azioni, i titoli di debito (compresi i titoli di Stato) e le posizioni in fondi detenuti da un campione di istituzioni finanziarie composto da 110 banche, 2.331 imprese di assicurazione, 629 istituti di previdenza professionale (IORP) e circa 22.000 fondi di investimento domiciliati nell’UE.
I risultati dell’esercizio mostrano che le perdite stimate derivanti da uno scenario “Run-on-Brown” hanno un impatto limitato sul sistema finanziario dell’UE. Su un orizzonte di 8 anni, le perdite totali “di primo round” si collocano tra il 5,2% e il 6,7% delle esposizioni iniziali, in ciascun settore. Le perdite secondarie riguardano soprattutto i fondi di investimento e ammontano all’11,2% delle esposizioni iniziali.