Panorama Assicurativo Ania

🇮🇹 Economia italiana, Sanità

RELAZIONE CNEL SUI SERVIZI PUBBLICI. IMPORTANTI MIGLIORAMENTI MA ANCHE DIVARI TERRITORIALI E SOCIALI

“Relazione CNEL sui servizi pubblici. Importanti miglioramenti ma anche divari territoriali e sociali” (PRESS RELEASE, 14 ottobre 2024) “Relazione CNEL sui servizi pubblici 2024” (EVIDENZE PER LA STAMPA, 14 ottobre 2024) ““RELAZIONE CNEL sui servizi pubblici 2024” Relazione annuale al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini Legge 30 dicembre 1986, n. 936, articolo 10-bis, lett. a)


CNEL – CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ECONOMIA E DEL LAVORO
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È un quadro di luci e ombre quello che emerge dalla Relazione annuale del CNEL sui servizi pubblici, presentata recentemente a Roma. 

Molte buone pratiche, importanti miglioramenti, ma anche tante sfaccettature che riflettono antiche fragilità e significativi divari territoriali e sociali. Positivi gli indicatori di benessere relativi alle speranze di vita (83,1 anni) e alla salute degli anziani (37,8% in buona salute). In aumento il livello di risorse finanziarie per la protezione sociale, la prevenzione sanitaria e i servizi all’infanzia. Migliora il livello di istruzione della popolazione e si innalza la percentuale di raccolta differenziata e di riciclaggio. 

Non mancano, tuttavia, le lacune. Spesso il livello di impegno economico è al di sotto della media europea. Vi sono criticità nel trasporto pubblico; i servizi per la prima infanzia sono inferiori a quelli dei principali Paesi UE. Persiste il fenomeno della perdita di acqua per gli usi domestici. Vi sono marcate differenze di performance dei servizi a livello regionale e permangono disuguaglianze che penalizzano i soggetti con maggiori problemi economici e sociali. 

La spesa pubblica in sanità risulta in risalita a partire dal 2020, ma, ciò nonostante, rimane ancora tra le più basse d’Europa (75,6% del totale), mentre la spesa privata dei cittadini continua a crescere (+5% solo nell’ultimo anno). Si estende il fenomeno della rinuncia alle cure necessarie per problemi economici e organizzativi (che ha raggiunto nel 2023 il livello del 7,6% della popolazione) e cresce la realtà dell’impoverimento determinato da cause legate alla salute (che tocca l’1,6% delle famiglie). In sanità, inoltre, si registra una vera e propria crisi di anzianità, cui si affiancano la questione della carenza di personale in molti comparti del settore, in particolare in ambito di emergenza-urgenza, nella medicina di base e a livello infermieristico, e quella della fuga - dai servizi pubblici e dal Paese - di molti operatori.