TASSAZIONE DEL RISPARMIO PREVIDENZIALE IN FRANCIA: “RAPPORT D’INFORMATION” ALL’ASSEMBLEE NATIONALE
« Fiscalité de l'épargne retraite par capitalisation : examen du rapport d'information» COMMUNIQUE DE PRESSE (Assemblée Nationale) - Sept. 2024 « RAPPORT D’INFORMATION DÉPOSÉ en application de l’article 145 du Règlement PAR LA COMMISSION DES FINANCES, DE L’ÉCONOMIE GÉNÉRALE ET DU CONTRÔLE BUDGÉTAIRE en conclusion des travaux d’une mission d’information sur la fiscalité de l’épargne retraite par capitalisation ET PRÉSENTÉ PAR MME FÉLICIE GÉRARD ET M. CHARLES DE COURSON, Rapporteurs » No. 288 - Enregistré à la Présidence de l’Assemblée Nationale le 25 septembre 2024.
REPUBLIQUE FRANÇAISE, ASSEMBLEE NATIONALE
https://www.assemblee-nationale.fr/
REPUBLIQUE FRANÇAISE (Assemblée Nationale) - Link al COMUNICATO
REPUBLIQUE FRANÇAISE (Assemblée Nationale) - Link al RAPPORT D’INFORMATION
Alla fine di settembre, la Commission des Finances dell’Assemblée Nationale ha preso visione del “Rapport d’Information Gérard/De Courson” (Rapporteurs), in tema di tassazione del risparmio previdenziale a capitalizzazione.
Il Report ha lo scopo, in particolare, di valutare l'efficacia del PER – Plan Epargne-Retraite, proponendo adeguamenti per semplificare e rafforzare l'attrattiva del risparmio previdenziale in Francia. Viene innanzitutto sottolineato che, a partire dall’entrata in vigore della legge PACTE(1), il PER ha registrato un’impressionante dinamica di crescita. Il totale dei capitali raccolti è aumentato da 5,9 miliardi di euro nel gennaio 2020 a 108,8 miliardi nel marzo 2024 (di cui il 65% rappresentato da trasferimenti da prodotti preesistenti). Tuttavia, secondo il Report, l'utilizzo del risparmio previdenziale a capitalizzazione resta relativamente limitato in Francia, soprattutto per le famiglie più giovani e meno abbienti.
Il documento evidenzia diversi aspetti che ostacolano e frenano lo sviluppo del risparmio previdenziale:
- complessità fiscale. La tassazione del risparmio previdenziale resta una questione complessa. Le modalità di tassazione delle prestazioni dei PER variano a seconda (I) della natura dei versamenti (volontari, obbligatori o provenienti dal risparmio dei dipendenti) e (II) delle modalità di uscita (in rendita, in capitale, in caso di svincolo anticipato), il che rende il sistema di difficile comprensione per i risparmiatori. Infine, alcuni aspetti dei PER (come il trattamento dei benefici corrispondenti a garanzie aggiuntive) devono ancora essere chiariti dall'amministrazione fiscale;
- scarsa diffusione dei PER tra le famiglie a basso reddito. Tali nuclei familiari fanno meno ricorso al risparmio previdenziale, preferendo investimenti più liquidi. La limitata capacità di risparmio e l’assenza di incentivi fiscali per chi non paga l’imposta sul reddito riducono l’attrattiva dei PER;
- mancanza di informazione e ridotta trasparenza. Per attirare un pubblico più ampio sono necessarie una migliore informazione sui vantaggi dei PER e il rafforzamento dell’educazione finanziaria dei cittadini. Anche i costi legati ai PER e la scarsa trasparenza rappresentano motivi di ostacolo per i risparmiatori.
Stante quanto precede, i Rapporteurs formulano alcune “raccomandazioni” per migliorare il quadro fiscale e normativo dei PER e incoraggiarne l'uso:
- trattamento fiscale - Si raccomanda un inquadramento rigoroso della sottoscrizione e della liquidazione dei PER, fissando un doppio limite di età: sottoscrizione vietata oltre i 67 anni e liquidazione in via automatica ai 70 anni d’età. Questo per favorire la preparazione alla pensione ed evitare che il PER diventi un semplice strumento di ottimizzazione fiscale e successoria;
- rafforzare l'accessibilità e la trasparenza dei PER - Sarebbe opportuna la creazione di un prospetto informativo standardizzato per rendere più comprensibili aspetti quali commissioni e simulazioni online; sono inoltre necessari aggiustamenti “mirati” della fiscalità per incentivare l’adozione dei PER da parte delle famiglie a basso reddito;
- privilegiare i prodotti collettivi sottoscritti in ambito professionale - Lo sviluppo dei PER collettivi, soprattutto nelle aziende, potrebbe rispondere ai bisogni delle famiglie a basso reddito e rafforzare l’integrazione pensionistica in quiescenza. Il Report sottolinea la necessità di rendere questi prodotti più attraenti e accessibili, raccomandando al contempo di rendere obbligatoria l'istituzione di un “PER d’entreprise collectif - PERECO” per le imprese con più di 11 dipendenti, senza che il datore di lavoro e il lavoratore siano tenuti a effettuare versamenti.
Secondo gli Autori, il Report segna un passo importante nella riflessione sul risparmio previdenziale in Francia e si spera che le “raccomandazioni” in esso contenute possano contribuire a creare un quadro più attraente e accessibile per l’Epargne-Rétraite, consentendo così a un maggior numero di francesi di preparare serenamente il futuro post-lavorativo.
_____________________
(1)Si veda, in proposito:
“Francia: presentato il provvedimento sui nuovi piani di risparmio previdenziale”,
in Panorama Assicurativo n. 191, settembre 2019 (Sezione “NORMATIVA”).
https://www.panoramassicurativo.ania.it/newsletter/51086/articolo/72331