LE POLITICHE PER LA LONG TERM CARE IN ITALIA: LUCI E OMBRE DELLE RECENTI RIFORME. RAPPORTO UPB
“Rapporto sulla politica di bilancio” (giugno 2024)
UPB - UFFICIO PARLAMENTARE DI BILANCIO
https://www.upbilancio.it/
UPB – Link al COMUNICATO STAMPA
L’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), l’organismo incaricato di svolgere analisi e verifiche sulle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del Governo e di valutare il rispetto delle regole di bilancio nazionali ed europee, ha pubblicato il Rapporto sulla Politica di Bilancio 2024, con un capitolo dedicato alla spesa assistenziale e per la Long Tem Care e alle due recenti riforme che, in Italia, hanno riguardato tale settore.
UPB sottolinea, innanzitutto, che l’emergere del rischio di non autosufficienza è legato al progressivo invecchiamento della popolazione e al cambiamento delle strutture familiari, con la riduzione della dimensione dei nuclei.
Nel 2022, in Europa, il 7,2% della popolazione con più di 16 anni ha dichiarato gravi limitazioni nelle attività secondo la definizione GALI; i diversi Paesi si collocano in un range compreso tra il 10,3% dell’Estonia e il 2,7% della Bulgaria. L’Italia, con il 5,5%, è tra i Paesi in cui è minore l’incidenza di persone con disabilità, preceduta solo da Paesi Bassi, Svezia, Romania, Malta e Bulgaria.
In tale scenario, la spesa complessiva per la LTC in Italia è indicata pari all’1,73% del PIL nel 2022; di questa, il 74% riguarda soggetti con più di 65 anni. La componente sanitaria rappresenta il 40,5% del totale (37% se si guarda ai soggetti con più di 65 anni), le indennità di accompagnamento il 43% (44% per i soggetti più anziani) e le altre prestazioni assistenziali il rimanente 16,5% (19% per i soggetti più anziani).
Il sistema assistenziale e rivolto alla LTC avrebbe bisogno – secondo l’UPB - di una riforma strutturale che ancora manca, malgrado i recenti interventi.
Alcune delle carenze delle recenti riforme riguardano aspetti come la gestione, integrazione ed erogazione di servizi e prestazioni (in cui appaiono molti i problemi non risolti, rinviati o semplicemente non affrontati); o come il finanziamento delle riforme stesse (che contano sugli investimenti del PNRR, destinato a concludersi nel 2026), mentre - per quanto riguarda le risorse disponibili a legislazione vigente - si prevede soltanto lo stanziamento di qualche centinaio di milioni per i servizi socio-assistenziali domiciliari per la non autosufficienza.