CONSOB, QUADERNO FINTECH N. 13/2024: INDAGINE CONOSCITIVA SUL CROWDINVESTING IN ITALIA
“Crowdinvesting: incentivi fiscali, facilità di disinvestimento e più informazione: queste le esigenze degli operatori italiani per la crescita del settore - Pubblicata dalla Consob un’indagine conoscitiva” (WEBPAGE DI PRESENTAZIONE del Quaderno - 15 luglio 2024) “Il crowdinvesting made in Italy. Un’indagine conoscitiva” (QUADERNO FinTech n. 13, luglio 2024)
V. CAIVANO, C. LUCARELLI, F.J. MAZZOCCHINI, P. SOCCORSO
CONSOB – COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETÀ E LA BORSA
https://www.consob.it
CONSOB – Link alla WEBPAGE DI PRESENTAZIONE del Quaderno
Incentivi fiscali, una più facile via d’uscita in caso di disinvestimento e una migliore conoscenza delle opportunità: queste le principali esigenze sentite dagli operatori del crowdinvesting, termine con cui si intende l’acquisizione, attraverso piattaforme on line, di quote di imprese alla ricerca di finanziamenti alternativi rispetto ai canali tradizionali del credito bancario e dell’accesso in Borsa.
È la conclusione dell’ultimo Quaderno FinTech sul “Crowdinvesting made in Italy”, un’indagine conoscitiva (condotta da Consob e Università Politecnica delle Marche) sulla base di analisi sperimentali e di un sondaggio tra gli operatori del settore: aziende, investitori e gestori dei portali.
Il Quaderno - curato da Valeria Caivano e Paola Soccorso (Consob) e da Caterina Lucarelli e Francesco James Mazzocchini (Università Politecnica delle Marche) - mette a fuoco in tutti i suoi aspetti il fenomeno del crowdfunding, la versione digitale della vecchia “colletta” tra amici, parenti, conoscenti e, più in generale, tra investitori potenzialmente interessati a sostenere l’avvio di un progetto imprenditoriale. Lo studio, incentrato sul crowdinvesting, analizza anche il lending investment, ovvero la sottoscrizione di obbligazioni o prestiti societari.
La piena applicazione, a partire dall’11 novembre 2023, della prima normativa organica in ambito europeo (Regolamento UE 2020/1503) non ha trovato impreparata l’Italia, il primo fra gli Stati membri a disciplinare nel 2013 gli investimenti in strumenti di capitale attraverso piattaforme on line dedicate. L’Italia, infatti, si colloca attualmente al secondo posto nella UE per numero di operatori autorizzati, seconda solo alla Francia.
I gestori di portali appaiono consapevoli dei propri punti di forza e di debolezza e si stanno preparando a cogliere le opportunità derivanti dal nuovo quadro regolamentare, quali l’apertura transfrontaliera e il conseguente impulso alla competitività e alla progressiva specializzazione delle piattaforme.