LA VALUTAZIONE DELLA STABILITA’ DEL SISTEMA FINANZIARIO E ASSICURATIVO IN GIAPPONE: REPORT FMI
« Japan: Financial Sector Assessment Program-Financial System Stability Assessment» IMF Monetary and Capital Markets Department (REPORT – May 13, 2024)
IMF - INTERNATIONAL MONETARY FUND
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Nel recente Report che il Fondo Monetario Internazionale (IMF) ha dedicato all’analisi del sistema finanziario giapponese e alla sua stabilità, viene sottolineato, in apertura, che si tratta di una realtà ampia, ben integrata a livello globale e caratterizzata da resilienza a shock esterni (tra cui la pandemia di Covid-19).
Tuttavia, il sistema finanziario giapponese si trova in una congiuntura “critica”, all’interno di un contesto macroeconomico in evoluzione. Dopo anni di preoccupazioni deflazionistiche e tassi di interesse estremamente bassi, sono emerse pressioni inflattive prolungate, che hanno condotto la Banca Centrale del Giappone a porre fine alla sua politica di tassi di interesse negativi e al controllo della curva dei rendimenti. Al momento, i principali rischi per la stabilità macrofinanziaria derivano (I) dalle considerevoli partecipazioni (security holdings) delle istituzioni finanziarie secondo una contabilità mark-to-market, (II) dalle notevoli esposizioni in valuta estera (FX) di alcune banche e (III) dai segnali di “surriscaldamento” rilevati nei mercati immobiliari.
Tali sfide si aggiungono a diverse trasformazioni strutturali, derivanti dal cambiamento climatico, dalla rapida digitalizzazione e dall’invecchiamento della popolazione.
In sostanza, l’analisi dei rischi - condotta da IMF su presupposti “scenario based” - suggerisce che il sistema finanziario giapponese rimane sostanzialmente resiliente a una serie di shock macrofinanziari avversi, pur presentando alcune aree di attenzione:
- le imprese assicuratrici (soprattutto quelle vita) sono sensibili all'aumento dei tassi di interesse, anche se - nel complesso - la patrimonializzazione si mantiene ben al di sopra dei requisiti di legge. Gli assicuratori non risultano esposti al rischio di liquidità in misura significativa, ma alcune imprese potrebbero dover affrontare pressioni in condizioni di stress;
- i fondi di investimento sembrano generalmente ben posizionati per far fronte a shock (di portata definita “plausibile”) legati a richieste di rimborso da parte degli investitori, anche se i fondi meno liquidi potrebbero contribuire alla volatilità del mercato in caso di shock più gravi;
- gli istituti bancari sono nel complesso in grado di mantenere la loro posizione di solvibilità in un ipotetico scenario avverso (comprendente un aumento dei tassi di interesse, un declino della crescita economica e un calo dei prezzi degli asset), anche se alcune banche potrebbero essere sensibili a un contesto di stress. I rischi di liquidità risultano contenuti a livello di sistema, grazie all’ampia liquidità in yen giapponesi; tuttavia, alcune banche risultano sensibili a causa delle considerevoli esposizioni sul lato delle passività e degli impegni in valuta estera (liability-side FX exposures and undrawn FX commitments);
- nel settore privato non finanziario, le imprese di più piccole dimensioni risultano essere particolarmente suscettibili a un aumento del rischio di default nello scenario avverso. I default delle famiglie tenderebbero ad aumentare da livelli di partenza molto bassi;
- i rischi di contagio sistemico sono limitati dalle forti posizioni patrimoniali delle principali istituzioni finanziarie, ma alcune fra esse appaiono vulnerabili nei confronti di tali rischi.
Fra i suggerimenti posti in evidenza dal Report viene indicato come necessario un rafforzamento della vigilanza assicurativa (definendo un framework proattivo, esaustivo e basato sul rischio) e garantendo che i requisiti di idoneità si applichino a tutti coloro che svolgono funzioni di controllo. Dovrebbe inoltre essere prevista l’introduzione di un quadro di solvibilità basato sul valore economico (“economic value-based solvency framework”), per colmare le carenze con riguardo ai requisiti patrimoniali.
Inoltre, i rischi legati al clima devono essere mitigati sviluppando un approccio sistematico alla vigilanza di banche e assicurazioni, alla luce del lavoro degli organismi internazionali. Infine, il framework per la gestione delle crisi dovrebbe essere rafforzato. A poco a poco, tutte le banche che potrebbero essere considerate “sistemicamente rilevanti” al momento della failure dovrebbero essere soggette ai requisiti relativi ai Piani di Risanamento e Risoluzione (RRP). Inoltre, dovrebbe essere garantito un regime RRP efficace per gli assicuratori e le CCP in situazioni di systemic-in-failure, in linea con i pertinenti standard e orientamenti internazionali.