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L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LE ASSICURAZIONI: NUOVI SVILUPPI E NUOVE APPLICAZIONI. ARTICOLO WTW

“Beyond our imagination: How Generative AI promises to reshape scenario analysis in the insurance industry” (ARTICOLO, 15 maggio 2024)

Jessica BOYD, Cameron RYE


WTW
https://www.wtwco.com/en-us


WTW – Link all’ARTICOLO


I recenti sviluppi dell’Intelligenza Artificiale generativa promettono di cambiare radicalmente anche le prospettive dell’attività assicurativa. A partire da tale premessa, Willis Towers Watson ha pubblicato un articolo sull’evoluzione delle nuove applicazioni informatiche - quali ChapGPT e simili - al settore assicurativo.

La difficoltà attuale dell’industria assicurativa nel prevedere, ad esempio, le calamità naturali e le loro conseguenze è il risultato di analisi di scenario (inevitabilmente) incomplete e incapaci di cogliere la possibile evoluzione di variabili rilevanti.

Le domande alle quali cerca di rispondere l’articolo sono, quindi: 

  • i progressi negli strumenti di Intelligenza Artificiale Generativa (AI), compresi i Large Language Models (LLM), possono essere utili? 
  • tali scenari hanno un senso logico?
  • quali sono i limiti?
  • dato il rapido sviluppo tecnologico, cosa potrebbe riservare il futuro?

Secondo WTW, il problema consiste nella cosiddetta Failure of Imagination, ossia nella difficoltà di descrivere e prevedere le cosiddette code delle funzioni di distribuzione di probabilità.

Un esempio di Failure of Imagination è riscontrabile in occasione dell’uragano Katrina a New Orleans nel 2005, quando gli argini che proteggevano la città crollarono, provocando inondazioni devastanti e quasi 2.000 vittime. Nonostante i rischi di rottura degli argini fossero noti, i modelli catastrofali dell’epoca non li considerarono. Di conseguenza, molti ri-assicuratori avevano grandi esposizione al rischio di inondazione, che si tradussero nel sinistro assicurato per calamità naturale più grave nella storia.

Il problema di tale Failure deriva dai bias cognitivi dell’uomo. La capacità di immaginare risultati futuri è infatti limitata da tali bias, come quello che porta a sovrastimare la probabilità di eventi importanti, quello dell’orizzonte dei ricordi, che si basa eccessivamente sulle esperienze più recenti, e la cosiddetta “Hot Hand Fallacy”, per cui una serie di successi possono portare a una sopravvalutazione della possibilità di successo futuro. 

Lo scopo degli scenari è, tuttavia, anche immaginare eventi futuri inimmaginabili, ma possibili: si può utilizzare a tale scopo l’IA, quando l’IA stessa non è altro che un enorme database di esperienze passate?

Come conclude WTW, l’Intelligenza Artificiale potrà essere utile, anche sviluppando con rapidità numerosi scenari che possono servire all’esperto umano nell’andare oltre la propria Failure of Imagination.