DUE STUDI DELL’UNIVERSITÀ CATTOLICA SUL FINANZIAMENTO DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE
“Come viene finanziata la sanità tra le Regioni?” (maggio 2024) “L’evoluzione dei finanziamenti alla sanità in Italia” (maggio 2024)
OSSERVATORIO CPI (CONTI PUBBLICI ITALIANI) – UNIVERSITÀ CATTOLICA
https://osservatoriocpi.unicatt.it
OSSERVATORIO CPI – Link a “Come viene finanziata la sanità tra le Regioni?”
OSSERVATORIO CPI – Link a “L’evoluzione dei finanziamenti alla sanità in Italia”
L’Osservatorio sui Conti Pubblici dell’Università Cattolica di Milano ha recentemente pubblicato due documenti dedicati al tema del finanziamento del sistema sanitario italiano.
Il primo esamina le fonti di finanziamento a livello regionale ed evidenzia che, dal 2000 al 2023, la quota dei trasferimenti statali sul totale è aumentata a scapito delle entrate proprie delle Regioni. Nel 2023 la voce di finanziamento più importante per le Regioni a statuto ordinario è stata la compartecipazione al gettito IVA, per un totale di 76 miliardi di euro.
I criteri per il riparto del fondo sanitario tra le Regioni sono mutati diverse volte nel tempo, da ultimo con la riforma del dicembre 2022. Tuttavia, mentre l’obiettivo dichiarato era il miglioramento nell’equità della distribuzione dei fondi, approfondendo i criteri che definiscono i bisogni sanitari, nei fatti il peso attribuito alla demografia e all’età anagrafica è rimasto predominante, conducendo a un riparto basato sostanzialmente sul criterio pro capite uguale per tutte le Regioni.
Il secondo documento analizza la dinamica dei finanziamenti del SSN a partire dal 2000.
Si evidenziano, al riguardo, tre fasi distinte, sostanzialmente separate dalle crisi più importanti dell’ultimo quarto di secolo. Dopo una fase di rapida crescita dei finanziamenti, il trend si è interrotto a seguito della crisi finanziaria del 2008 e della crisi del debito sovrano europeo del 2010-2011.
Dal 2008 al 2019, il finanziamento in termini reali si è ridotto di quasi l’1% l’anno. Con l’emergenza pandemica gli stanziamenti sono cresciuti del 5,6% in termini reali limitatamente al 2020, tornando poi a decrescere negli anni successivi, anche per la necessità di ridurre l’indebitamento netto esploso durante la pandemia.
Per il 2024, le stime sembrano suggerire un rimbalzo del finanziamento in termini reali, comunque non sufficiente a compensare l’erosione causata dell’inflazione degli ultimi anni.