L’EVOLUZIONE DELLA RICCHEZZA FINANZIARIA DELLE FAMIGLIE ITALIANE NEL 2023: I DATI DELLA RELAZIONE ANNUALE DELLA BANCA D’ITALIA
“Relazione annuale” - Anno 2023 (Roma, 31 maggio 2024)
BANCA D’ITALIA
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La Relazione annuale della Banca d’Italia, presentata il 31 maggio, contiene la descrizione dell’evoluzione del risparmio e della ricchezza finanziaria e reale delle famiglie italiane nel 2023(1).
Alla fine dello scorso anno – si legge nella Relazione - la ricchezza netta delle famiglie (ossia il valore delle attività finanziarie e reali al netto delle passività) è cresciuta in termini nominali a 11.000 miliardi di euro, da 10.600 nel dicembre 2022; è tuttavia rimasta pressoché stabile rispetto al reddito disponibile, intorno a 8,2 volte. La disuguaglianza della ricchezza netta, misurata dall’indice di Gini, risulta in linea con quella complessiva dell’area dell’euro.
La ricchezza finanziaria lorda è cresciuta del 6,0% in termini nominali, superando i 5.600 miliardi di euro, soprattutto per la rivalutazione delle quote di fondi comuni italiani (apprezzatesi del 10,1%) ed esteri (7,7%) e delle azioni e partecipazioni (8,9%). Il rapporto fra la ricchezza finanziaria lorda e il reddito disponibile, lievemente salito (a 4,2), è superiore a quello degli altri principali Paesi dell’area dell’euro.
Gli investimenti finanziari si sono ridotti a 45 miliardi (da 60 dell’anno precedente), il valore minimo dal 2017, risentendo del calo del risparmio. È proseguita la ricomposizione del portafoglio in favore di attività i cui rendimenti hanno maggiormente seguito il rialzo dei tassi di riferimento: i depositi a vista sono scesi per la prima volta dal 2012 e per un ammontare molto elevato, riflettendo l’incremento del costo di detenere attività liquide. Questo costo è aumentato, seppure con ampiezza differente, per tutte le classi di deposito, nonostante il rialzo dei loro rendimenti. Sono invece cresciuti gli altri depositi (per 30 miliardi, il valore massimo dal 2013). Alla fine dello scorso anno l’incidenza complessiva dei depositi sul totale delle attività era pari al 24,5%, da 26,9% nel 2022.
Si sono inoltre ridotti gli investimenti in polizze assicurative e in quote di fondi comuni; alla fine del 2023 le attività del risparmio gestito rappresentavano il 29,0% della ricchezza finanziaria lorda delle famiglie, 6,5 punti percentuali in meno della media dell’area. All’opposto, gli investimenti finanziari in titoli obbligazionari sono triplicati, portando il loro peso al 7,5%; l’aumento è stato particolarmente forte per i titoli pubblici italiani, la cui incidenza è salita al 4,8%, il valore massimo dal 2013, anche se ancora inferiore a quella prevalente prima della crisi dei debiti sovrani.
Gli investimenti in titoli pubblici italiani hanno riguardato soprattutto le obbligazioni con scadenze più brevi e quelle caratterizzate da un profilo di remunerazione crescente nel tempo (step up). Alla fine del 2023 queste due categorie rappresentavano rispettivamente l’11% e il 18% del totale dei titoli del debito pubblico italiano detenuti direttamente dalle famiglie. Oltre che con l’acquisto diretto, le famiglie investono in titoli pubblici indirettamente, acquisendo prodotti del risparmio gestito (quote di fondi comuni, polizze assicurative e quote di fondi pensione). Secondo stime ottenute con il metodo del look-through, che rende esplicite le attività sottostanti a tali prodotti, alla fine del 2023 i titoli pubblici che le famiglie detenevano indirettamente erano quasi il doppio di quelli detenuti direttamente; l’ammontare complessivo era prossimo a 860 miliardi di euro, di cui due terzi rappresentati da titoli italiani.
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(1) Per il precedente, si veda: “Risparmio e ricchezza finanziaria e reale delle famiglie nel 2022: i dati BankItalia”, in Panorama Assicurativo n. 237, luglio 2023 (Sezione “NEWS”).
https://www.panoramassicurativo.ania.it/newsletter/85339/articolo/85718