REPORT SUGLI ESITI DELLE “CONSULTAZIONI MIRATE” IN MATERIA DI SFDR-ASSESSMENT (COMMISSIONE EUROPEA)
“SUMMARY REPORT of the Open and Targeted Consultations on the SFDR assessment 14 September 2023 - 22 December 2023” (WEBPAGE CONTENENTE IL REPORT - Ares(2024)3258065 - 03/05/2024)
EUROPEAN COMMISSION
https://ec.europa.eu/
EUROPEAN COUNCIL – Link alla WEBPAGE CONTENENTE IL REPORT (Ares(2024)3258065 - 03/05/2024)
La Commissione europea ha recentemente pubblicato un Summary Report relativo agli esiti della consultazione in materia di “SFDR assessment”, che ha avuto luogo tra settembre e dicembre 2023 (iniziativa comprendente anche seminari e tavole rotonde, per consentire alle parti interessate di presentare contributi sul tema)(1).
Nel documento si evidenzia quanto segue:
Ampio sostegno agli obiettivi generali della SFDR, ma opinioni discordanti riguardo alla misura in cui il Regolamento ha raggiunto tali obiettivi durante i suoi primi anni di attuazione
La maggioranza dei partecipanti alla consultazione (89%) ritiene che l’obiettivo di rafforzare la trasparenza nell’ambito dei servizi finanziari, attraverso la disclosure correlata alla sostenibilità, sia ancora di piena attualità; inoltre, il 94% dei partecipanti concorda sul fatto che optare per un quadro di disclosure a livello UE sia più efficace rispetto a misure di carattere nazionale. Una quota rilevante (77%) ha posto in evidenza alcuni limiti del framework, come – ad esempio – la mancanza di chiarezza giuridica sui concetti chiave, la rilevanza limitata di alcuni obblighi di disclosure e le questioni legate alla disponibilità dei dati. Secondo molti, tali limiti hanno ostacolato l’efficacia e la fruibilità del quadro;
Consenso sulla necessità di garantire coerenza nel più ampio quadro della Finanza Sostenibile
In diversi casi sono stati individuati problemi con le interazioni tra SFDR e (I) laTassonomia UE, (II) la Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), (III) le norme sulla sostenibilità ai sensi delle normative MiFID II e IDD e (IV) la normativa UE sul clima (UE Climate Benchmarks). In particolare, è stato posto in evidenza che tali disallineamenti conducono a difficoltà attuative e a costi operativi;
Opinioni divergenti riguardo alla rilevanza dell'informativa “SFDR-entity level”
Non c'è consenso sull'utilità della entity-level disclosure in riferimento a politiche retributive (39% a favore, 26% contrario) e sugli impatti negativi sulla sostenibilità (31% a favore, 31 % contrario). Le risposte hanno mostrato un certo sostegno agli attuali requisiti di trasparenza sulle politiche di sustainability risk (49% a favore, 15% contrario); nella maggioranza dei casi, è stato chiesto che i requisiti di disclosure siano semplificati e razionalizzati. Molti hanno espresso preoccupazione per una potenziale sovrapposizione tra i requisiti di trasparenza sui principali impatti negativi nell’ambito delle norme SFDR e gli obblighi di reporting previsti dalla CSRD;
Sostegno alla definizione di requisiti di disclosure uniformi per tutti i prodotti finanziari offerti nell'UE, nonché di disclosure aggiuntive per i prodotti con dichiarazioni di sostenibilità
Il 56% degli intervistati ritiene che l'UE dovrebbe imporre requisiti di informativa standardizzati per tutti i prodotti finanziari, indipendentemente dalle relative dichiarazioni di sostenibilità, al fine di garantire una concorrenza leale e migliorare la comparabilità. Chi si è detto contrario alla proposta ha evidenziato i costi associati e la potenziale mancanza di rilevanza di tali disclosure, che potrebbero non essere in linea con le strategie di investimento dei prodotti (e persino fuorviare gli investitori, conducendo a possibili rischi di greenwashing). Inoltre, il 55% dei rispondenti indica che i prodotti “con dichiarazione di sostenibilità” dovrebbero fornire ulteriori informazioni a supporto delle loro affermazioni;
Forte sostegno nei confronti di un sistema di categorizzazione (su base volontaria) regolamentato a livello UE
Ad ampia maggioranza si ritiene che la categorizzazione europea dei prodotti sostenibili (EU sustainability product categories) sia necessaria per (I) garantire un sistema efficiente e basato sulle preferenze degli investitori in tema di sostenibilità (69%), (II) combattere il greenwashing (64%), (III) agevolare la comprensione di obiettivi e strategie legati alla sostenibilità dei prodotti da parte dei professional investors (72%) e degli investitori al dettaglio (80%). Si ritiene inoltre (più del 70%) che la sola informativa non sia sufficiente per raggiungere tali obiettivi.
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(1) Si veda, in proposito:
"Applicazione della “Sustainable Finance Disclosure Regulation” (SFDR): consultazione della Commissione UE”
in Panorama Assicurativo n. 240, ottobre 2023 (Sezione “UNIONE EUROPEA”)
https://www.panoramassicurativo.ania.it/newsletter/85862/articolo/86340