Panorama Assicurativo Ania

Cambiamento climatico, Infrastrutture, Resilienza

OCSE: PROGETTARE E REALIZZARE INFRASTRUTTURE RESILIENTI AL CLIMATE CHANGE

“Infrastructure for a Climate-Resilient Future” (WEBPAGE DI PRESENTAZIONE e REPORT) - 2024 "Massive investment is needed in sustainable infrastructure to build climate change resilience" (PRESS RELEASE - 09.04.2024)


OECD – ORGANISATION FOR ECONOMIC CO-OPERATION AND DEVELOPMENT
https://www.oecd.org/


OECD – Link alla WEBPAGE DI PRESENTAZIONE

OECD – Link al REPORT

OECD – Link alla PRESS RELEASE (09.04.2024)



Le temperature mondiali superiori di circa 1,4 gradi alle medie preindustriali hanno generato ondate di caldo e inondazioni, incendi e siccità diffusa nel 2023. Un recente Report dell’OCSE esamina gli effetti degli eventi climatici estremi sulle infrastrutture in diversi settori, dall’elettricità alle comunicazioni, dalle reti di trasporto al trattamento dell’acqua e dei rifiuti.

Secondo l’OCSE è fondamentale considerare la resilienza climatica nella pianificazione e nel processo decisionale relativamente alle infrastrutture, dando priorità ai progetti sostenibili, per contribuire a ridurre la vulnerabilità sociale ed economica ed evitare costi a lungo termine. 

Le misure per favorire la resilienza climatica, inoltre, possono anche salvaguardare i rendimenti degli investimenti, garantendo la continuità aziendale e sostenendo la crescita e lo sviluppo economico.

Secondo le analisi dell’OCSE, della Banca Mondiale e delle Nazioni Unite, entro il 2030 sarà necessario un investimento annuo in infrastrutture di 6.900 miliardi di dollari per garantire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e rispettare gli impegni dell’Accordo di Parigi. 

Le infrastrutture sono esposte, a livello mondiale, a importanti rischi derivanti da calamità naturali, aumentate di sette volte tra gli anni ’70 e il 2010 e in grado di provocare danni per 1.600 miliardi di dollari alla fine del periodo in questione.

I Paesi in via di sviluppo risultano significativamente più esposti ai disastri legati al clima, in particolare i Paesi meno sviluppati (PMS) e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS): tra 10 e 30 volte di più rispetto ai Paesi OCSE. 

Oltre al fabbisogno di risorse finanziarie, il Rapporto sottolinea anche l’efficacia delle soluzioni basate sulla natura – ad esempio l’utilizzo di mangrovie o barriere coralline per ridurre i rischi di inondazioni costiere o mareggiate – nel fornire misure economicamente vantaggiose per proteggere le infrastrutture e il loro ruolo economico.