RISCHIO CLIMATICO: “KEY STEPS” DELLA COMMISSIONE UE PER LA PROTEZIONE DI PERSONE E BENESSERE
“Commission sets out key steps for managing climate risks to protect people and prosperity” NEWS RELEASE - March 12, 2024 “COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE COUNCIL, THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS - Managing climate risks - protecting people and prosperity” Strasbourg, 12.3.2024 - COM(2024) 91 final
EUROPEAN COMMISSION https://ec.europa.eu/
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EUROPEAN COMMISSION - Link alla COMUNICAZIONE (COM(2024) 91 final)
EUROPEAN COMMISSION - Link alla NEWS RELEASE (March 12, 2024)
La Commissione europea ha pubblicato, il 12 marzo scorso, una Comunicazione in materia di gestione del rischio climatico, in risposta al recente Report (a firma dell’Agenzia Europea per l’Ambiente) sulla valutazione del climate risk nel Vecchio Continente (EUCRA - European Climate Risk Assessment) (1).
In particolare, la Comunicazione illustra come l’Unione europea e gli Stati membri possano meglio anticipare, comprendere e affrontare i crescenti rischi legati al clima. Vengono presentate le modalità secondo cui possono essere realizzate politiche atte a salvare vite umane, a ridurre i costi e a proteggere la prosperità nell’UE.
Nelle intenzioni della Commissione, le iniziative citate rappresentano, insieme, un forte invito all’azione rivolto a Governi, settore privato, società civile dei Paesi membri e sono volte a indicare chiaramente in che modo tutti i principali settori e ambiti politici siano esposti al climate risk, quanto gravi siano i rischi e quanto sia importante ottenere chiarezza in merito a chi ha la responsabilità di affrontarli.
Posto che - secondo la Commissione - investire anticipatamente nella riduzione della vulnerabilità al rischio climatico comporterà costi molto inferiori rispetto, invece, alle ingenti somme necessarie per “rimediare” agli impatti di siccità, inondazioni, incendi boschivi, malattie, scarsi raccolti e ondate di caldo, nella Comunicazione vengono poste in evidenza quattro principali categorie di azioni tese a migliorare la resilienza climatica (condizione essenziale per la tutela degli individui e della società, della competitività economica e della prosperità di imprese e economie in Europa). Si tratta di quanto segue:
- “improved governance”: (I) garantire che rischi e responsabilità siano meglio compresi; (II) identificare con certezza i “risk owner”; (III) cooperazione più stretta sulla resilienza climatica tra i livelli nazionale, regionale e locale;
- “empowering risk owners”: consentire a policymakers, imprese e investitori di meglio comprendere le interconnessioni tra rischi climatici, investimenti e strategie di finanziamento a lungo termine, in modo da fornire i giusti segnali di mercato per contribuire a colmare gli attuali gap di resilienza e protezione;
- “structural policies”: (I) migliore pianificazione territoriale negli Stati membri; (II) incorporazione del climate risk nella pianificazione e nel mantenimento delle infrastrutture critiche; (III) interconnessione dei meccanismi di solidarietà a livello UE, con adeguate misure di resilienza nazionale. I sistemi e le risorse di protezione civile devono dimostrare di essere “a prova di futuro”;
- “financing climate resilience”: sarà cruciale finanziare la resilienza climatica secondo presupposti corretti, mobilitando risorse sufficienti (da fonti pubbliche e private).
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(1) Sul punto, si veda:
“‘European Climate Risk Assessment’” dell’Agenzia europea per l’ambiente: 36 sfumature di rischio climatico”,
in questo stesso numero di Panorama Assicurativo (Sezione “UNIONE EUROPEA”)