THE HEAT GOES ON: I PAESI PIU’ ESPOSTI AGLI IMPATTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO. SWISS RE
“Changing climates: the heat is (still) on” (WEBPAGE DI PRESENTAZIONE /di download del Report - Feb. 28, 2024)
Chandan BANERJEE, Lucia BEVERE, Hendre GARBERS, Patrick SANER
SWISS RE
https://www.swissre.com/
SWISS RE – Link alla WEBPAGE DI PRESENTAZIONE del Report
Swiss Re ha pubblicato, alla fine di febbraio, un Report dedicato agli impatti del mutamento climatico su economie e mercati assicurativi a livello globale.
Nel lavoro, le informazioni assicurative sui danni ai beni derivanti da disastri naturali sono combinate con nuove evidenze scientifiche del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite in merito alla probabilità (bassa, media, alta) di condizioni meteorologiche più severe in 36 Paesi.
Il lavoro si concentra sulle quattro principali fonti di rischio che, secondo gli Autori, sono attualmente causa di gravi oneri per il settore assicurativo (e rappresentano la quota maggiore delle perdite economiche derivanti da calamità naturali a livello globale): inondazioni, cicloni tropicali, tempeste invernali e forti tempeste convettive. Fra i Paesi più esposti agli effetti del climate change vi sono Filippine, Stati Uniti, Tailandia, Austria e Cina. Lo studio segnala, in particolare, che, in termini di “property impact”, i quattro rischi citati (escluse le ondate di calore/siccità) causano perdite economiche stimate in 200 miliardi di dollari/anno; pertanto, se il trend futuro del riscaldamento globale rimanesse coerente con l’andamento attuale, l’economia mondiale potrebbe perdere fino al 7-10% del PIL entro la metà del secolo.
Gli esiti della ricerca svolta dagli Autori indicano che la bassa penetrazione assicurativa rende alcuni fra i maggiori “motori di crescita” globale (Cina e India, ad esempio) i Paesi “meno pronti” ad affrontare i crescenti danni derivanti dall’intensificazione dei rischi. Sottolineano che il primo passo necessario al contenimento di future perdite è quello di ridurre il danno potenziale attraverso opportune misure di adattamento (ad esempio: adeguare al rischio le norme edilizie, sviluppare le protezioni contro le inondazioni e scoraggiare gli insediamenti in aree esposte).
Da ultimo, gli Autori fanno osservare che la sostenibilità del debito costituisce una fonte di preoccupazione per molti Paesi; pertanto, è fondamentale porre maggiore enfasi sulla mobilitazione dei capitali da parte del settore privato, per convogliarli verso progetti di adattamento/mitigazione del rischio(1). In tale ambito, il settore assicurativo può offrire un importante supporto, nella sua qualità di investitore a lungo termine (finanziamento di iniziative e infrastrutture; sottoscrizione di progetti “pro-clima”; condivisione della risk-knowledge e capacità di sostenere/incentivare comportamenti attivi per la mitigazione del danno).
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(1) Sul punto viene indicato che, attualmente, meno del 2% dei finanziamenti destinati all’adattamento al mutamento climatico proviene da fonti private. Inoltre, alcune stime indicano che per raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2050 sarà necessario, quanto a investimenti globali, colmare un gap cumulativo di oltre 270.000 miliardi di dollari USA.